mercoledì 21 maggio 2014

Io cerco solo di contenere i ratti

La serata a casa di Viking della settimana scorsa, fra i sanpietrini disconnessi di Notre Dame di Feld e i lugubri corridoi di Intrigo a Venezia del trio medusa Chevallier \ Dumas \ Pelemans, mi offre lo spunto per un paio di riflessioni.
La prima è sul mio aspetto: io ho indubbiamente un aspetto inquietante. Non che non lo sapessi già vista la stazza, la barba incolta e il giubbetto di pelle nera sempre sulle spalle, e forse (lo ammetto) cavalco anche un po' la cosa, sorridendo quando le vecchiette cambiano marciapiede. Ma ci sono anche degli svantaggi a sembrare il cattivo di Over The Top. E quando al primo passo nell'androne del palazzo di Viking un condomino mi ha additato con "E' quello che ha spaccato la portina!!" mi sono chiesto se non fosse il caso di ingentile un po' i miei tratti. Scagionato solo dalla presenza di RedBairon al mio fianco e di un vassoietto di zeppole (difficilmente i vandali si portano dietro le zeppole durante le loro scorribande) abbiamo superato il test d'ingresso.
La seconda riflessione riguarda l'innatismo. E qui mi devo dilungare.

I giochi, al pari del letame di mucca, sono un ottimo concime. Ogni gioco è un fertilizzante naturale per il gioco successivo e innesca nel giocatore un'attitudine a certe meccaniche ricorsive. Questa nuova predisposizione ha poco a che vedere con le capacità: si impara per inerzia: più giochi e più sviluppi le tue capacità di intuizione e assorbimento regole, più stai al tavolo e più i nuovi titoli ti entrano in testa con naturalezza.
Se un lustro fa, passare da Parco della Vittoria agli esagoni di Catan ti è sembrato complicato, oggi ti bastano due-tre turni per farti un'idea e una sola partita one shot per saper giocare al nuovo titolo.
Come ho scritto non si tratta di capacità. L'esercizio periodico e la ciclicità di alcuni meccanismi fanno tutto il lavoro sporco.
Tuttavia non possiamo ignorare il fatto che esistono davvero alcune menti illuminate e che certi giocatori sembra che abbiano il gioco codificato nel proprio dna.
Innatismo.
Prendi un ragno nato da poche ore, isolalo dalla madre e dai suoi fratelli, non farlo entrare in contatto con nessun altro suo simile... e il ragno tesserà comunque una ragnatela, per catturare gli insetti. Non solo: ragni della stessa specie tesseranno ragnatele simili. Come fanno? Come lo sanno?
Innatismo.

Io sono un giocatore che assimila abbastanza in fretta, che, come scrivevo poche righe sopra, ha sviluppato per inerzia una certa apertura ai giochi, e che nelle partite se la cavicchia abbastanza. Ma mi fermo qui. Non vado oltre. A dispetto del mio entusiasmo e della passione che arde nel mio petto villoso, sono un giocatore assolutamente nella media, uno che, realisticamente, si classifica sempre fra il secondo e il quarto posto, in una partita a cinque.
Se guardo la libreria che ospita i miei giochi da tavolo che oramai hanno raggiunto e superato la sessantina, non c'è un solo gioco in cui io possa definirmi un mostro.
Mi piacerebbe trovarmi a discutere con gli amici davanti alla mia libreria, indecisi su quale titolo scegliere per la serata, e sentirli dire "Dunque potremmo fare... mhmhmh...fammici pensare...ci sarebbe Spyrium, Trajan, Caylus,...anche Le Havre...tutto tranne Burgundy!!! Raga: non Burgundy, eh, che Andre ci gonfia come zampogne".

E la differenza fra me, prototipo del giocatore da Circolo Sociale Italgas, e quei giocatori che ce l'hanno codificato nei geni, si palesa con violenza durante la prima partita ad un gioco nuovo.
Ho impiegato un po' a individuare il giocatore alfa dentro RedBairon.
Negli anni ho conosciuto qualche giocatore alfa: ErProsciuttaro, tanto per citare quello più vicino a me: classico esempio di adattamento del nerd all'ambiente, e più ancora di lui Groove, che se beati monoculi in terra caecorum, lui nella terra dei ciechi ne avrebbe cinque di occhi.
Ma RedBairon mi era sfuggito.
E' stato il suo gioco a cavare il ragno dal buco.
Ludosociologicamente parlando, la differenza fra uno come me e uno come RedBairon è quella che corre fra Salieri e Mozart (se avete visto Amadeus).

Serata a casa di Viking, con il vikingo, sua moglie Pillow, RedBairon e il Dado SpaccaPortine. Contorno di zeppole, birra, caffè e piatto forte della serata: un porceddu sardo da cuocere sotto terra e disossare tirando l'alba: Notre Dame di Feld (con contorno di ratti).
Il gioco è del vichingo, che lo spiega a me e a RedBairon saltando qualunque introduzione o accenno d'ambientazione: esordisce con un "Per vincere bisogna" e non mi scassate la uallera.

Le regole della buona Notre
Titolo da 2 a 5 giocatori, 9 i turni di gioco per un'ora e mezza abbondante di partita, meccaniche di piazzamento e draft. Ogni giocatore gestisce un quartiere attorno alla cattedrale di Notre Dame. Due le azioni possibili ogni turno, selezionate attraverso il draft, con una seconda fase condivisa dai giocatori fra i personaggi non giocanti che entrano via via in partita (portandosi a caddigarone sacchi pieni di ratti). Nella miglior tradizione di Feld modi per andare a punti ce ne sono parecchi, ma questa volta il perno del gioco sono i malus-roditori, che pesano come la famosa spada di damocle zavorrata però con un paio di incudini da fabbro.

Il Dado senza qualità (per tacer di Musil)
Sulla carta la mia idea è quella di avvantaggiarmi saccheggiando gli esagoni altrui con la carrozza, stimato che gli esagoni offrono sia punti vittoria che risorse, quindi convengono. Al lato pratico non faccio i conti con le regole restrittive dei colori degli esagoni e il meccanismo dei cubetti legato al movimento della carrozza, e così riesco a farle raggiungere giusto il primo esagono (mio, tra l'altro). Rimarrà inchiodata in quella posizione per il resto della partita, e alla fine risulterò quello dei quattro che l'ha usata peggio.
Mi sbilancio in avanti sulla cattedrale per mettere in saccoccia qualche punto, e brucio più monete di quante me ne possa permettere. Primo errore. Annaspando per correre a far cassa trascuro i fisiologici meccanismi di Notre e rimango senza cubetti. Secondo errore. Mi torna in mente il post su Burgundy e le parole del goblin a proposito del fatto che nei giochi di Feld se non stai facendo punti in un modo probabilmente li stai facendo in un altro.
Passo due turni in panchina a riprendere fiato, e nel farlo apro la strada ai topi, anzi: gli stendo proprio il tappeto rosso.
In completa apnea, anche vittima delle draftate di Pillow, che al pari di una rete a strascico riesce a dragare per sè le cernie e lasciarmi solo acciughe e bianchetti (che saranno buoni ma ci mangi un boccone), passo il resto della partita cercando solo di contenere i danni.
Resisto gli ultimi due turni menando bastonate alla cieca e scrollandomi i topi di dosso.
E questo è il mio Notre Dame.
RedBairon l'eletto
(parafrasando Potok)

Tutto un altro approccio.
Gioca misurato, sobrio, così distaccato che sembra quasi che non gliene freghi nulla: sembra uno entrato in ludoteca per sbaglio, mentre cercava una ferramenta per una guarnizione del bidet.
Non conosce paralisi da analisi: ad ogni turno sceglie le carte come se le riconoscesse, lascia cadere i cubetti sul suo quartiere come farebbe un barista preparando un mojito. Mai a corto di monete o di cubetti, sempre ben riparato dai ratti occhi-rossi, la sua carrozza corre spensierata da una parte all'altra del tabellone come un cane della prateria.

A fine partita si tirano le somme
1° RedBairon con 53 punti
2° Dado SpaccaPortine con 49 punti + 2 monete
3° Pillow con 49 punti + 1 moneta
4° Viking con 43 punti (Viking passerà una mezzora sotto il tavolo alla ricerca di 2 segnalini da 10 punti che è lui ricorda benissimo ed è SICURISSIMO di aver guadagnato...)

50 sfumature di grigio topo
Feld è come la Ferrero: difficile non faccia qualcosa di buono. Un titolo quindi valido, Notre Dame, forse non arrivo a definirlo "tizzone d'inferno" nei modi ma indubbialmente "cattivello", e con una buona mestolata di ansia. L'unica cosa che non mi ha convinto al 100% è il continuo draft e shuffle the deck che diluiscono un po' il ritmo della partita. Non sono sicuro se me lo comprerò nuovo (39 euro) ma se capita l'occasione usato me lo prendo sicuro.

All'alba della mezzanotte abbiamo ingaggiato Intrigo a Venezia del quale trovate uno scatto qui a fianco. Non posso raccontare gran che della partita perchè è durata solo due turni: Viking, ancora sotto shock per i 2 tasselli da 10 mancanti, ha agguantato per le palle Zio Orgoglio e infilato due giocate da antologia che gli hanno messo la vittoria in tasca. Più lungo il setup e la spiegazione delle regole che la partita, che ha lasciato a tutti una sensazione stile rapimento di ufo: "Ma abbiamo giocato davvero?". Spero gli daremo un'altra occasione, perchè si tratta di un giochino da 14 euro, estremamente portatile e non così banale da giocare (tranne che per Viking).

La fine del gran casino
Ci sono giocatori alfa, illuminati che "vedono il gioco", sciamani che sussurrano ai token. 
Io non sono fra questi. Non sono un giocatore alfa. Forse neanche beta. Probabilmente più gamma.
Sono uno scassaportine. O almeno: ne ho l'aspetto. Sono uno che mena colpi a casaccio e nella selva riesce a piazzare qualche colpo buono.
Ma non mollo 'sti benedetti giochi. Continuano a piacermi, ad affascinarmi, a darmi molto.
Quindi non sarò un ragno con le ragnatele codificate nel dna ma mi accontento di essere una patella attaccata allo scoglio, di quelle che bisogna staccarle col coltello. 
E non sono una patella qualunque: sono una patella gamma. 
E credetemi: le gamma non sono le più buone ma sono sempre le ultime a mollare lo scoglio.

23 commenti:

  1. Sei più di una patella.. e quel che di gamma c'è in te, sono sicuramente i raggi che ti permettono di trasformarti nell'incredibile Hulk al tavolo..
    Con Notre dame ci abbiamo fatto qualche giro di valzer in due.. non ci ha entusiasmato come speravamo.. probabilmente gioco che dà il meglio di sé da tre giocatori in su.. ma col tuo articolo ci hai messo nuovamente voglia di provarlo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao giullari. Anche noi siamo stati fortemente delusi dalle prime partite a 2 giocatori. La partita in 4 é stata invece una rivincita x Notre dame. É effettivamente un gioco che rende di più all'aumentare del numero giocatori. Dategli un'altra possibilità...magari in 4.
      Ciao

      viking

      Elimina
  2. Sempre mitico!
    Maledizione, per colpa del tuo articolo l'ho appena ordinato, con espansione! :D

    RispondiElimina
  3. il giocatore alpha è come l'operatore di Matrix in grado di leggere il codice macchina

    RispondiElimina
  4. Questo titolo di Feld l'ho vedo sempre sugli scaffali del mio spacciatore di giochi di fiducia ... ma mi blocca il fatto che vende la versione in tedesco e, io, il tedesco proprio niente, anzi proprio kapùtt ... La dipendenza dalla lingua com'è? C'è speranza anche per uno che non mastica il teutone?

    A proposito .. cosa sono le portine? E perché spacchi le portine ai vecchietti? ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Noi abbiamo giocato la versione tedesca.....non c'é la minima traccia di dipendenza.
      viking

      Elimina
  5. notre dame è uno dei migliri giochi di feld, in particolare, quello che condensa nel minor tempo di gico (dura 45 minuti, non un'ora e mezzo!) e regole, la profondità tipica dei Feld.

    da non sottovautare persnaggi ed edifici a prima vista meno gettonati (tipo il Parco) che invece sono tra i piu' frti se usati tramite i personaggi, e col giusto tempismo.

    un gioco insomma, sottovalutato. V.v

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche Renberche qui sotto ha scritto la stessa cosa...
      Probabilmente parlando di portine scassate e ingollando zeppole abbiamo allungato il cazzeggio.....^_^ c'è anche da dire che per me e RedBairon si trattava di un gioco nuovo...
      Comunque un buon Feld !

      Elimina
  6. Io l'ho giocato quasi sempre in 2 e non mi dispiace, in pratica e' un filler visto che una partita non dura neanche 30 minuti. Sono pero' molto curioso di provarlo in 4-5 giocatori.

    ps: dado prenditelo in tedesco se ti piace :)

    RispondiElimina
  7. Apprezzato molto il pretesto del raccontare Notre Dame per soffermarsi invece di più sulle diverse modalità di approccio al tavolo. Hai fatto uno spaccato molto esemplificativo!
    Mi piace sempre leggerti!

    RispondiElimina
  8. Ciao Andrea e complimenti come al solito. Solo una precisazione, il gioco lo trovi intorno ai 25 euro nuovo un po' in tutti gli store online (la versione tedesca). Per quella cifra credo che sia un ottimo acquisto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mattia. Hai ragione, ho buttato un occhio su Uplay.it e l'ho trovato a 25.
      E allora non posso proprio più procrastinare....

      Elimina
    2. Se poi non sai come riempire il carrello per non pagare la spedizione (visto che abbiamo gusti simili) mi permetto di consigliarti:
      Yunnan (una perla dalla forte interazione diretta in un gioco german profondo che sta nell'ora di gioco... una chicca!)
      Fleet (giochino veloce ma non banale sulla pesca).
      Ps... con tutti gli ordini che mi hai fatto fare (una settimana fa ho preso il gioco dei pirati che è uscito nella nuova versione che si chiama port Royal) volevo ricambiare un po' la scimmia..

      Elimina
    3. Ciao Mattia. Ho dato un'occhiata al tuo blog (anzi credo di essermi letto praticamente tutti i post). Complimenti per lo spirito e grazie per il cameo "Dado Critico" nella prima pagina.
      ^_^
      Ciao
      Andrea

      Elimina
  9. Come dicono i ragazzi appena su, il gioco si trova a poco e può essere giocato in un'ora anche scarsa. Scala bene, è semplice ma avvincente. Straconsigliato anche da me! Ciaooo!

    RispondiElimina
  10. Diamine... faccio sempre più fatica coi german. Il post è strepitoso. Il gioco non mi entusiasma..
    Dai giochi voglio essere stupito. Ne ho bisogno come le sarde col peperoncino.. ;)

    RispondiElimina
  11. Bellissimo post come sempre! Dovresti quasi quasi pubblicarli i tuoi post, dico sul serio.
    Mi hai fatto riflettere, un gioco in cui sono imbattibile. Bah... Forse forse forse stone age

    RispondiElimina
  12. Complimenti. Un post stupendo! (i segnalini da 10 sicuramente avuti e accidentalmente smarriti sono l'epica dello stare insieme al tavolo da gioco!)
    Intrigo a Venezia ancora lo cerco. Notre Dame di Feld non lo conoscevo: devo rimediare quanto prima!
    Grazie per questo blog!
    (e le dritte, ora con le zeppole in mano posso spaccare portine: nessuno sospetterà...)

    RispondiElimina
  13. Sempre troppo belli i tuoi articoli! :D

    RispondiElimina
  14. Grande articolo PATELLA!
    Sei sempre troppo avanti...
    Ciaooooo

    RispondiElimina