venerdì 31 gennaio 2014

Cold War: Cia vs KGB e le bustine di ketchup

Io sono un collezionista di bustine di ketchup. Beh, non un vero e proprio collezionista, diciamo più un "amatore": quando ne trovo una me la devo mettere in tasca. In ufficio ne ho una scatola piena, trofeo di molte incursioni fra i vassoi abbandonati della sala mensa. Si tratta di una vecchia abitudine: da ragazzino mi inventavo un sacco di modi per infastidire il prossimo e le bustine di ketchup erano uno dei miei ferri del mestiere.
Un'estate, in campeggio, ho bloccato l'accesso al bagno degli uomini, utilizzando soltanto una bustina di ketchup e un salvaslip nuovo trovato su un muretto in prossimità dei bagni.femminili (che erano adiacenti a quelli maschili).
Potete facilmente immaginare cosa ho fatto, anche se la parola giusta per descrivere quel lavandino è: MATTANZA.... C'erano una mezza dozzina di uomini a far capolino sulla porta dei bagni, totalmente incapaci anche solo di entrare e superare quel lavandino.
"Ma che diavolo sta succe..occcazzzo che schifo! Ommiodiocheschifo"

500kg di uomini messi in scacco da una bustina di ketchup.
Okay: non faccio più queste cose. Però continuo a raccogliere le bustine.
Mi piacciono le cose piccole e maledettamente efficienti, come la salsa wasabi, la golden poison frog e i coltellini svizzeri. E i giochi ultraportatili.

Riescono ancora a meravigliarmi queste scatolette così piccole, la magia nascosta al loro interno: un mazzetto di carte e un pugno di token ed ecco comparire dal nulla un gioco, capace di prender per mano 4 adulti e farli giocare alle sue regole: farli pensare, farli sghignazzare, far passare loro una bella serata, portarne uno alla vittoria e altri tre allo sfottò, e qualche volta farli anche litigare.
A volte ho l'astratta sensazione che le risate siano DENTRO la scatola di Fantascatti o che una volta sollevato il coperchio di Space Marines Blood Angel la strategia si riversi sui giocatori attorno al tavolo come un incenso penetrante nelle narici.

Cold War: Cia vs KGB è un gioco per 2 giocatori. La scatola è grossa una mela o poco più (praticamente mezzo puffo) e al suo interno contiene solo carte e un paio di token.
Gli schieramenti sono due:
Cia (carte blu) e Kgb (carte rosse).
Scopo dell'ipotesi di complotto: conquistare il maggior numero di obiettivi (e totalizzare 100 punti).
Ogni fazione ha a disposizione 6 agenti segreti (speculari nelle due fazioni) ognuno con un'abilità diversa. Ogni inizio round i giocatori scelgono (segretamente) a quale agente affidare l'incarico in corso. L'agente rimane silente per tutto il round (carta a faccia in giù) e si rivela solo a obiettivo conquistato (virtualmente conquistato, perchè poi sono le abilità degli agenti segreti a mettere la parola fine allo scontro).
La conquista dell'obiettivo è legata alla pesca e attivazione, da parte dei giocatori, di 4 tipologie di carte che corrispondono a 4 diverse azioni:
Carte Media (pesca \ spia \ metti in fondo al mazzo)
Carte Politiche (passa una carta da uno schieramento all'altro)
Carte Militari (distruggi una carta)
Carte Economiche (tappa e stappa una carta)
Le carte riportano un valore numerico, e attivano la loro abilità col classico "tap" stile Magic.
Gli obiettivi riportano il numero massimo di carte attivabili per la conquista, i punti vittoria e una rosa di colori priorità per risolvere eventuali pareggi.
Semplificando estremamente: si pescano carte e se ne sommano i valori cercando di avvicinarsi il più possibile al valore dell'obiettivo senza sballare (tipo 7 e mezzo), fra attivazioni di effetti e colpi di scena degli agenti segreti che ribaltano tutto. La cosa MOLTO figa è che il round non si conclude finchè entrambi i giocatori non hanno passato, quindi un giocatore può "sballare" ma continuare a giocare nella speranza di rientrare.
Esempio ingame: valore dell'obiettivo: 9
Il giocatore A arriva a 7 e si ferma
Il giocatore B ha 2 carte, una da 4 e una da 2 per un totale di 6 che lo mette in minoranza. Pesca una carta e trova un 4 che lo porta a 10. Quindi ha già sballato. Ma lui attiva la Carta Militare, che gli consente di distruggersi la carta da 2 e arrivare a 8.

Anche se 100 punti sembrano tanti i round sono piuttosto veloci e una partita si gioca in venti minuti \ mezzora.
Il gioco ha molti pregi e un unico difetto. I pregi sono la bellezza delle carte e delle illustrazioni (fra le migliori che abbia mai visto), la dimensione contenuta della scatola, le meccaniche di bluff e i colpi di scena, e il prezzo molto contenuto (sui 12 euro). Il difetto è la mancanza della versione italiana del gioco, quindi tocca giocarlo in inglese (e non è indipendente dalla lingua) e mi spiace molto perchè con quest'ambientazione da I tre giorni del condor ci avrei giocato volentieri con mio padre, che è un vero appassionato di spy story.

Le ultime parole di Nikita

Sarà che l'ho giocato la scorsa estate ma mi sento di raccomandarlo come ottimo gioco da ficcare in valigia per le vacanze. Occupa poco spazio, è un filler leggero... ma sufficientemente strategico da farvi sentir la nostalgia di tutte le scatole più grosse che avete lasciato in città, e ricordarvi che non siete semplici villeggianti ma "giocatori in vacanza".
Ideale dopo pranzo, se avete un balcone in ombra e un filo ventilato, perfetto con sottofondo di caffè e limoncello fresco (genziana, se siete in zona Alba Adriatica, nel qual caso fatemi anche un fischio)..

martedì 28 gennaio 2014

Panini al prosciutto di Dobble

Lunedì 24 gennaio 2013 - Ore 23.40
Essere genitori è complicato. E' per questo che stasera sono uscito di casa alle 21.30 per rientrare poi alle 22.50. Diciamo farmacia notturna per farla breve (vi taglio tutti gli altri passaggi). Mia moglie, calcolate le ore di copertura della tachipirina, mi ha detto "Punta la sveglia per 03.20" e io ho puntato il timer della cucina (più veloce da programmare) ma anzichè mettermi a letto e farmi un paio d'ore di sonno mi sono messo al computer. Avete presente la coperta corta nei board games? Stasera cascavo dal sonno (causa weekend e tutto oggi di febbre della piccola) e per tirarmi su prima di uscire con la macchina mi sono siringato intramuscolo una flebo di caffè e ora il sonno col cavolo che arriva. Moglie e bambina nel lettone, io in cameretta. Ho già liberato il lettino dai 93.847 peluche, infilandoli nel bidone a forza di papero, ora mi sparo un po' di pc e poi mi ascolto la Zanzara di Cruciani in podcast (occhi chiusi, auricolari nelle orecchie e ipod sotto il cuscino), aspettando che le palpebre mi si facciano pesanti, pesanti, pesanti...
Stasera prima di uscire per le mie incursioni notturne, ho giocato a Dobble con la piccola. Mentre giravamo le carte ne ho trovata una "crepata" a metà e cominciando a farci caso ho notato che quasi tutte le carte cominciano a portare i segni dell'usura.
Essere genitori è complicato (parte seconda). Fai cose strane, come offrirti volontario per due recite natalizie come "servizio d'ordine" in chiesa, oppure invitare a cena persone con le quali normalmente non berresti neanche una minerale, solo perchè tua figlia va daccordo con la loro, o ancora: trasformare la tua macchina in furgone per il trasporto di 100kg di castagne per la giornata "Festa dei nonni" (ancora adesso, quando freno, rotola fuori qualche castagna da sotto il sedile).
Il gioco al quale ho giocato di più nel 2013 è stato Dobble. Mi piacerebbe dire che è stato Caylus o qualche altro giocone da vero pro come Trajan, appena acquistato. Ma la realtà è ancora una volta che il gioco rappresenta solo una fettina della mia vita, una fettina in mezzo a mille altre fettine, e si tratta sempre di tempo ritagliato e rubacchiato, tempo rosicchiato ad altro, quindi partite e sessioni serali a giochi che richiedono un po' di dedizione come Trajan o anche solo Carnival Zombie rappresentano eccezioni e non la normalità (eccezioni che comunque mi godo come un bambino si gode le dita sporche di Nutella guardando i cartoni).
Senza nulla togliere a Dobble, eh, intendiamoci: non se lo merita proprio.
Dobble è stato un ottimo acquisto e quando le carte saranno ridotte a mozziconi sicuro lo ricomprerò..
Ci ho giocato tantissimo con mia figlia, io e lei da soli o con la mamma, coinvolgendo altri bambini e con le sue amichette dell'asilo.... Ci abbiamo giocato dappertutto: a casa sul tavolo della cucina, in spiaggia con le vicine di ombrellone, a casa di amici tirandolo fuori al momento del caffè (e l'abbiamo anche giocato fra adulti scommettendo chi avrebbe lavato i piatti), sui tavolini di un bar, sul lettone alternandolo a Bella Fiorella, Super Farmer e il concorso di bellezza fra le carte di Munchkin...
Lo scorso anno, approfittando di un ponte, ci siamo fatti un weekend lungo a Cavi di Lavagna, in Liguria, e come spesso succede ("Dai, la Liguria è cara ma almeno la bambina si fa un po' di mare") ci siamo beccati una pioggia scrosciante che manco Noè. Beh, ricordo le mattine che facevamo colazione al tavolo con le carte rotonde di Dobble fra me e mia figlia, e il primo che azzeccava la coppia prendeva la granella sui croissant.

Giocare con mia figlia mi piace un sacco e compatisco tutti quelli che giocano con i propri figli perchè "devono". Non dico che sia sempre rose e fiori, come ho detto essere genitori è complicato e ci sono volte che la stanchezza la fa da padrona, e fra code in tangenziale, picchi di utenti rompicoglioni sul lavoro e influenze-tsunami di catarro che capitano proprio il weekend che ti scade il Groupon, ci sono sere in cui avresti solo voglia di schiantarti sul divano in stato catatonico fino al giorno successivo. Ma il più delle volte è solo una questione di pigrizia.

Quindi anche se mi piacerebbe mangiar cinghiale due sere la settimana, l'età mi impone di tenermi un po' sul cibo, e allora mi accontento dei molti spuntini comunque gustosi che riesco a ritagliarmi, stappando una bottiglia di quello buono quando arriva in tavola il maiale setoloso.
Quindi ben vengano primi di Citadels, King of Tokyo, Room 25, Pandemia ma anche più che onesti panini al prosciutto di Dobble, Fantascatti, Rock and Balls, Si Oscuro Padrino.  
Ci sarà sempre e comunque posto nel mio stomaco per una fetta di Trajan.

giovedì 23 gennaio 2014

Bento di Board Games (+ cinese take away)

Da ragazzo, e non intendo proprio adolescente, ma a 20 anni, buttavo nello stomaco le peggio cose incassando come un pugile. Ricordo che dopo le serate in birreria, riaccompagnate a casa le rispettive fidanzate che storicamente dovevano rientrare prima, noi "uomini" ci ritrovavamo poi tutti al bar (il bar era il punto di ritrovo visto che non esistevano i cellulari) e tiravamo l'alba insieme. E verso le 5 del mattino, più zombie che umani, andavamo a farci un ultimo panino in un chiosco-roulotte di quelli col compressore sul marciapiede, fra ubriachi e prostitute traballanti sui tacchi.
Beh, alle 5 del mattino la mia tisana della buonanotte consisteva in un panino riscaldato su una piastra lurida e riempito con wurstel, crauti, cipolle, ketchup e salsa harissa. Ciucciati gli ultimi rimasugli di salsa harissa dalle dita e appallottolato il tovagliolino di carta, facevo due isolati, parcheggiavo la mia Fiat 127 color mattone sotto casa e mi infilavo nel letto. E al risveglio, poche ore dopo, ero fresco come una rosa.
20 anni dopo le cose sono molto diverse. L'ultima volta che ho fatto il figo e proposto agli amici a casa mia "Ci facciamo una spaghettata di mezzanotte anche se sono solo le undici? Dai, butto giù uno spaghetto aglio, olio e peperoncino che non potete dirmi di no" a parte che la mattina dopo avevo un alito che mi trovavi al buio, ma mi sentivo lo stomaco come se avessi ingoiato una scarpone da trekking.
Per questo quando ErProsciuttato mi ha proposto "A dire il vero la pizza ci ha un po' scassato le palle, ci facciamo cinese a portar via?" ho risposto che io preferivo mangiar la solita noiosa pallosissima pizza.
Ma alla fine l'amico del giaguaro mi ha convinto.
Com'è finita.
Anzitutto quando siamo entrati nel ristorante cinese per ritirare quello che avevamo ordinato per telefono c'era un'odore che sembrava avessero appena finito di dare fuoco a un copertone. (nota: negli anni sono uscite molte teorie riguardo la misteriosa morte di Bruce Lee, a soli 33 anni, possibile che nessuno abbia mai pensato fra le cause a: "33 anni di cucina cinese" ?). Nonostante queste pessime premesse il pollo (alias colombo vulgaris) con patate e riso bianco si è fatto mangiare e stamattina sono ancora vivo.
Chiusa parentesi.

Per la seratina filler avevo portato Condottiere e Havana. Su Condottiere ero più o meno confidente che sarebbe piaciuto, visto che è un fillerino leggero e fortunoso (sicuramente non così strategico ma per meccaniche è facilità credo sia proprio difficile definirlo "bruttobruttobrutto"....mhmhm forse non è così vero visto che sulla Tana è piuttosto massacrato). Nutrivo qualche dubbio in più su Havana perchè benchè molto leggero è un gioco raccogli risorse & costruisci, il genere di cose che Melonia non ama particolarmente (per usare un mite eufemismo).
Invece sono piaciuti a entrambi.
ErProsciuttaro ha questionato sul fatto che in Condottiere potersi tenere soltanto 2 carte fra un turno e l'altro riduce drasticamente le strategie e fatto qualche rapido calcolo ha proposto l’adozione di una homerule per tenerne 5. Ne abbiamo discusso un po’. A mio avviso cercare di rosicchiare più strategia in un gioco in cui la componente culo-randomico è una fetta sostanziosa della torta non ha molto senso. Sarebbe come inserire un lancio di D20 in Caylus per dare finalmente un po’ di imprevedibilità a un gioco altrimenti tutto matematico.
La sacerdotessa del filler ha invece dato il suo Melonia Approved ad entrambi i giochi, con una leggera preferenza per Condottiere. Havana le è comunque piaciuto. Bene bene bene. Il mio condizionamento mentale per portarla lentamente ma inserabilmente ai german prosegue come da programma.

A fine serata, durante quella fase di "Bon, allora ci becchiamo presto per Carnival Zombie" in cui ti metti la giacca, inforchi la tracolla e fai mente locale se hai preso tutto o hai lasciato il cellulare sul tavolo, ErProsciuttaro mi ha messo in mano Queen's Necklace di Bruno Cathala e Bruno Faidutti
Mi ha spiegato: "L'avevamo comprato anni fa, poi non ci abbiamo mai giocato. Se hai voglia di studiarti le regole poi ce lo giochiamo".
Tornato a casa gli ho buttato un occhio.

Anzitutto... fra i materiali, oltre a un bel mazzetto di carte ruolo che puzza tanto di Citadels (e non mi stupisce visto che è sempre Faidutti) delle carte pietre preziose (?) , poche  tesserine coriandolo... anche UNA COLLANA E DEGLI ANELLINI?!?!?!?!?!?
Cosacosacosa?
La grafica sembra uscita da un film di principesse Disney, con tripudio di colori pastello e un uso massiccio del color bianco yogurt.

Vista l'ora tarda, una certa stanchezza post lavoro e i postumi della tosse pervicace che mi sta sfiancando in questi giorni, non sono andato più in là di una velocissima e superficiale sbirciata al manuale prima di ficcarmi a letto (e citando il buon Polloviparo, sentirmi dire da mia moglie "Andre ma è tardissimo!").
Sembrerebbe l'ennesimo gioco "scegli un ruolo -> attivi un effetto" mescolato con un meccanismo di aste in un'ambientazione tutta Malgioglio.
Ma a inquietarmi sono anelli e collana. Considerato che gli editori cercano sempre di contenere i costi e tormentano gli autori con "Le miniature non possiamo farle invece di cartone? Non possiamo stampare le carte fronte-retro? Invece di un dado da 12 non possiamo usare due dadi da 6, così ricicliamo quelli di A tutta Pizza, che non ha venduto niente e abbiamo ancora i magazzini pieni?", ecco considerato il ristretto margine di manovra delle case editrici gli anellini in metallo e la collana con pietruzza mi sembrano un bello specchietto per le allodole.
Voglio sicuramente dargli una possibilità perchè Faidutti e Cathala che torreggiano dal bordo della scatola sono piuttosto minacciosi, ma ammetto di essere un po' scettico.

mercoledì 22 gennaio 2014

Condottiere dentro Havana su un seggiolino su un carrello

Se passeggiando per Torino vi capitasse di incrociare un tizio rasato, +80kg con barbone e occhio cerchiato dal sonno, intento a sospingere un carrello con sopra un seggiolino con sopra Havana (con dentro Condottiere ma da fuori non si nota).... beh, non state a cambiare marciapiede: sono io. Stamattina alle 7.00 sono uscito di casa così.


Spiegazione: ho comprato un condizionatore usato per i miei genitori e un collega mi ha prestato un carrello per il trasporto, quindi oggi glielo restituisco. Il seggiolino l'avevo prestato ai miei per andare a prendere mia figlia all'asilo (e ieri sera mio padre me l'ha restituito e devo rimontarlo in macchina). E stasera vado da ErProsciuttaro e Melonia per pizza e filler (Havana e Condottiere). 

lunedì 20 gennaio 2014

IDEAG 2014: Ninja, Orchi, Indiani, Divinità e Alieni


Io ho diversi talenti. Ad esempio ho una resistenza fuori da comune al piccante: ogni anno, a partire da febbraio sotto le lampade, coltivo diverse varietà di peperoncino super hot: Habanero Chocolate, Chupetino, Trinidad Scorpion, Naga Morich, Bhut Jolokia, Fatalii...
Altro talento che mi conferisce una certa popolarità (e diversi effetti collaterali) è l'assoluta incapacità a trattenere le battute: quando ne sento una che mi si arrampica su per la gola, devo sputarla fuori. E più sono spietate più difficilmente riesco a controllarmi. Con quel che ne consegue.
E fra i molti "talenti" (nobili e biechi) indubbiamente l'innata capacità di riuscire a far combaciare nello stesso weekend appuntamenti personali ai quali non posso assolutamente rinunciare ed eventi fichissimi per partecipare ai quali venderei l'anima al celebre caprone zolfataro.
Come IdeaG 2014.
Appena ho scoperto dell'evento, 2 giorni fa, sono corso alla parete dove appendiamo il calendario, e naturalmente vi ho trovato una "X" grossa una spanna sottolineata due volte a penna. Mia moglie. Ho sentito la sua voce nella mia testa: "Andre: non pensarci neanche. Ce l'hanno detto 3 mesi fa. Non possiamo paccare".
Ma la voglia di esserci era davvero tanta, e così, approfittando anche di "pause tecniche", della vicinanza di IdeaG a casa mia (DIETRO casa mia) e mentendo biecamente al mio appuntamento irrinunciabile (al quale sono sicuro di NON aver raccontato di questo blog), sono riuscito sia sabato che domenica a ritagliarmi sparute ore per l'evento ludico.
Ecco i prototipi che ho provato.

nota: per i non addetti ai lavori (ad esempio il sottoscritto che vi partecipava per la prima volta): IdeaG è un evento open in cui autori (esordienti e non) presentano nuovi prototipi, nuovi progetti e idee ad editori e giocatori.
Si svolge a Torino una volta all'anno (quella di quest'anno era la decima edizione) ed è coadivato\supportato dal gruppo del Giocatorino.

Ninjas
di Martino Chiacchiera

I giocatori guidano due clan ninja rivali, in lotta per i soliti punti onore\prestigio. Il gioco mescola molti generi: dal deck building di Dominion (usando però tesserine ninja con differenti abilità) al piazzamento dei lavoratori (vengono piazzati i ninja e risolte le rispettive abilità), e ancora: raccolta di tre diversi tipi di risorse e conversione delle risorse in punti onore, controllo delle maggioranze, attacco delle unità avversarie... insomma: tanta roba e tanta interazione con l'avversario. Le cose che mi sono piaciute di più sono state le abilità dei ninja, estremamente sinergiche con le meccaniche, l'ambientazione molto coerente e che non sembra semplicemente appiccicata sopra come accade in molti giochi (anche famosi), il sistema di scommesse (un azzardo che permette al giocatore di capitalizzare punti rischiando però parecchio) e la volontà dell'autore di dare longevità al gioco con piccoli ma sfiziosi "refill" di porzioni di tabellone dopo ogni turno. Il gioco a mio personalissimo avviso è già bello che pronto in tavola. Sicuramente giocandolo su più sessioni potrebbero venir fuori unità (o sezioni del tabellone) un po' più forti delle altre e da bilanciare. Ma a parte qualche limata fisiologica NINJAS mi sembra un gioco completo e godibilissimo.

Orchi e Necromanti
di Danilo Sabia
Ho già spiegato qui che non amo il fantasy, quindi prendete queste righe con le dovute precauzioni.
Orchi e Necromanti è un gioco piuttosto semplice, come approccio, regole e svolgimento. I giocatori vestono i panni di mercenari cacciatori di orchi, in competizione per ottenere il maggior numero di monete d'oro alla fine della partita. Ogni giocatore ha una griglia punti che corrisponde alle proprie abilità (Ricerca\Cibo\Contratto\Destrezza\Magia\Esperienza). La partita si articola su un tabellone costituito da un villaggio centrale e da 5 dungeon. Nei dungeon si guadagnano punti abilità e si possono cacciare gli orchi per intascarne la taglia. L'orco, se trovato, viene impersonato da uno degli altri giocatori, che (sia perchè ostacola il progress dell'altro sia perchè ha un vantaggio economico immediato se riesce a spuntarla) ha tutti gli interessi a far fallire la prova del giocatore di turno. A dar discontinuità a un gioco piuttosto lineare intervengono anche un Negromante e un Ladro, due brutti musi che indeboliscono e rubano monete, ma che rappresentano comunque per i giocatori sia un malus che un'opportunità da sfruttare.
Il gioco, pur funzionale e fluido nello svolgimento, mi è sembrato un po' debole, privo di quel mordente che dopo la prima partita ti fa dire "Dai, dai, facciamone subito un'altra" oppure "Mizzica non vedo l'ora che sia sabato sera per poter giocare a....".
Può funzionare come filler fra un gioco e l'altro, ma da giocatore non ci costruirei una serata attorno.

Indians
di Danilo Sabia
Eccolo qui il pezzo da novanta.
Comincio col dire che Indians è il gioco che mi è piaciuto di più dei 5 che ho provato a IdeaG 2014.
Si tratta di un gestionale ambientato (perfettamente ambientato, e mi sentirete ripeterlo più volte in queste righe) fra gli indiani d'america.
Ogni giocatore deve gestire la propria tribù. I modi per andare a punti sono molteplici: si possono investire azioni nella costruzione del totem, nella guerra contro gli spagnoli, nell'ampliamento della tribù... il gioco è ricco, anzi ricchissimo di chicche e spunti perfettamente tematici: ad esempio si va nella prateria per raccogliere i pigmenti per colorare il totem...ma i colori servono anche ai guerrieri per "segnarsi" viso e corpo prima delle azioni di guerra...e poi si va nel bosco a raccogliere legna per costruire l'arco e per catturare un cavallo, perchè per dar guerra ai maledetti spagnoli servono archi e cavalli, o per cacciare tatanka con cui sfamarsi, o per celebrare il matrimonio con la sqaw e ingrandire la tribù....
A proposito delle sqaw... mi è piaciuto molto come l'autore ha trattato l'argomento. Le squaw sono più limitate nelle azioni (ad esempio non vanno in guerra) ma necessitano di risorse minori e in caso di morte di una squaw il giocatore prende un punto malus per "disonore". Fichissimo.
Come per altri titoli simili che prevedono alla fine di ogni anno un costo di mantenimento, Indians richiede un costo in cibo (bisonti) e un certo numero di tende (per proteggere ogni micro nucleo familiare dal freddo dell'inverno).
Un gioco bello, ricco, completo, fortemente tematico e che permette approcci strategici diversi.
Personalmente lo comprerei subito, lo trovassi al CGE di zona.

Fantasy Creation
di Stefano Groppi
Mi sono avvicinato al tavolo e ho chiesto all'autore di provare il gioco senza sapere chi fosse. Poi dopo un paio di turni, e vedendo il gioco che girava come una lippa (o come un panetto di burro lanciato su una piastra incandescente), gli ho chiesto "Maaaaa tu non sei proprio un esordiente, vero?" . Quando mi ha risposto che Florenza era suo non mi sono stupito più di tanto (anzi forse mi è anche scappato un "Emmminchia ora si spiega!!").

Fantasy Creation è un gioco concettualmente quasi astratto. Ai giocatori vengono assegnate (segretamente) 3 divinità. Ogni giocatore dovrà raccogliere (e spendere) 6 tipi diversi di mana per evocare creature e costruire una sorta di piramide evolutiva sopra la quale piazzare una delle proprie divinità. A farla ancora da padrona i punti vittoria, che si ottengono completando i livelli della piramide e attraverso bonus-divinità finali.
Il gioco ti stupisce per quanto gira fluido. L'autore ce l'ha spiegato in 5 minuti e posso dire che abbiamo giocato tutta la partita senza quasi mai chiedergli ulteriori chiarimenti. E' intuitivo e "naturale". Tabellone e carte sono parlanti, tanto che potresti quasi vendere il gioco senza regolamento, e c'è una buona interazione fra i giocatori, sia per via delle aste che per la possibilità di rubare le carte (e la piramide) all'avversario. L'autore ha lubrificato bene le meccaniche del gioco, così che è quasi impossibile restare a lungo con carte inutili in mano o senza risorse. Insomma benchè ogni tanto si senta la coperta corta delle 4 azioni non è frustrante ma lascia un bel sapore in bocca, come certi tabacchi da pipa.
Un gioco con un buon livello di strategia e  che si impara in 5 minuti.
Davvero un prodotto di alto livello.

Abduction 3D
di Alessandro Dolcetta
Io amo quei giochi che ribaltano i ruoli buono e cattivo, del tipo "Sei un piranha e devi mangiare quanti più polpacci riesci".
Per questo Abduction 3D mi è piaciuto una sporta e mezza.
Ogni giocatore gestisce una razza aliena, il cui scopo è rapire i terrestri per sondarli intimamente (questa della sonda me la sono inventata).
A inizio partita vengono distribuite le carte obiettivo che indicano quali umani rapire (esempio: un meeple maschio arancione, un meeple femmina bianco, una coppia di meeples blu). Il tabellone di gioco riproduce il classico quartiere americano fatto di villette, giardini e vialetti alberati. I giocatori hanno a disposizione un ufo (che può svolazzare, aspirare umani, incendiare alberi a scopo diversivo, occultarsi, volare occultato...) e un equipaggio di 3 alieni che possono scendere a terra per introdursi nelle abitazioni. L'ingresso nelle abitazioni attiva una sorta di minigioco, rapido e non invasivo (a mio avviso ancora migliorabile nella meccanica), che diversifica il gioco ed è piacevole come un sorbetto al limone in mezzo a un pranzo a cinghiale.
A sfruculiare le pinne agli alieni il poliziotto di quartiere e il giornalista, che vengono gestiti "contro" da uno degli altri giocatori non di turno.

Il gioco trova la sua forza nell'ambientazione resa perfettamente e nella coerenza ambientazione-azioni.
E' molto semplice sia da spiegare che da giocare e credo possa funzionare sia come filler (anche per giocatori più esperti) che come introduttivo per neofiti.
nota sul prototipo: per ricostruire l'ufo svolazzante l'autore ha usato un fogliettino di plastica trasparente arrotolato a cilindro usato a mo'di base. Una soluzione a basso costo (nell'idea di una produzione) che permette sia di riprodurre il volo dell'ufo , che il raggio "traente" per catturare gli umani, che il raggio di discesa degli alieni a terra. Economico, funzionale e tematico!










Conclusioni (I'm a Beard Man in a Beard World)
La mia prima volta a IdeaG e l'ho trovata un'ottima prima volta (seppur con un po' di fiatone e schiuma sulla barba incolta). Sono rimasto stupito dall'alto livello dei prototipi, che di protipo avevano solo il materiale (le carte stampate sulla stampante di casa usando immagini del web, token\cubetti\meeples di altri giochi, correzioni a penna sui post-it, tabellone costruiti con A4 appiccicati con lo scotch)... ma a parte questo ho trovato giochi maturi, completi e potenzialmente solo da rifinire.
Mi è piaciuto molto l'approccio completamente aperto di alcuni autori che mi sembravano lì più per avere il feedback effettivo dei giocatori "veri", che per incontrare gli editori. E' un approccio che ho apprezzato molto e al quale ho risposto sforzandomi di essere sincero (anche a costo di sottolineare e rimarcare ciò che non mi aveva convinto).
Spero che ce la facciate, ragazzi. In bocca al lupo. 

mercoledì 15 gennaio 2014

Cicciobombo Condottiere (con 3 edizioni nel carniere)



Scoccata la mezzanotte dell'11 gennaio, ho festeggiato il mio 40esimo compleanno in due modi: facendo l'amore con mia moglie (lei: "Andre ma dobbiamo proprio aspettare mezzanotte? Sono le 22.30, la bambina dorme e io ho sonno...." io: "Nononono, dobbiamo assssolutamente aspettare fino a mezzanotte. Dai, metto su la caffettiera"....santa donna mia moglie) e spacchettando un paio di giochi da tavolo che mi ero conservato incellophanati (con una certa fatica).
Fra questi Condottiere, terza edizione, della Giochi Uniti, regalo "telefonatissimo" di mio fratello (che da non-giocatore ha commentato che minchia 24 euro per una scatoletta con delle carte e dei dadini colorati, ma non era meglio un dopobarba?).

Due parole su Condottiere.
Non conoscendolo avevo chiesto lumi ad altri giocatori e mi erano arrivati un paio di "Piuttosto inutile come gioco" che mi avevano messo di cattivo umore. Parafrasando Hannibal Smith: "Odio i giochi mal riusciti". Poi qualcuno ha spezzato la famosa lancia, e sono tornato a sperare e a fumare il mio sigaro.
Okay: spacchettato, letto il manuale, inaugurato con una sessione di gioco fra condomini dello stesso palazzo, e alla fine... dai, è un fillerino simpatico, niente che faccia gridare al miracolo ma la pagnotta se la porta comunque a casa.


Dentro la scatola di Condottiere:
-un cartellone minimalista raffigurante il centro-nord Italia ai tempi del Rinascimento
-36 cubetti (il gioco scala da 2 a 6 giocatori)
-due “pedoni”, uno bianco uno nero, rappresentanti Condottiero e Favore del Papa
-110 carte
Le carte si dividono logisticamente in Carte Mercenario e Carte Speciali.
Le carte Mercenario sono carte vanilla con valori 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 10, e rappresentano i classici soldati carne da macello irrimediabilmente destinati alla pallottola in pieno petto.
Le carte Speciali sono carte "effetto" che interagiscono con le carte Mercenario (avete presente Magic the Gathering? La carta Mercenario è il classico orso 2/2 e la carta Speciale la sempreverde Crescita Gigante).
Ci sono carte Speciali che raddoppiano il valore delle carte Mercenario (Tamburino), carte che eliminano dal gioco le carte Mercenario più forti (Vescovo), carte per guadagnare il turno primo giocatore (Cortigiana), ... insomma: avete capito.
Il gioco è piuttosto lineare: il primo giocatore piazza il segnalino Condottiere su una delle città-stato sul tabellone e a turno ogni giocatore mette in campo (schiera) di fronte a sè una carta (Mercenario o Speciale). Si continuano a giocare carte ed effetti finchè tutti passano il turno. Alla fine si sommano i valori di ogni schieramento e chi ha il valore più alto si ciuccia la città.

Nonostante il tabellone geografico possa far pensare il contrario, territorio e controllo della mappa sono sviluppati molto superficialmente nel gioco, e unicamente perchè fra le win conditions c'è "In quattro giocatori il primo giocatore a controllare 5 regioni oppure 3 regioni adiacenti vince la partita" (quindi anche il pedone favore del Papa trova il suo perchè). Devo comunque riconoscerne la funzione segnapunti, ed è oggettivamente disegnato bene, abbastanza suggestivo e conferisce un po' di atmosfera in un gioco al limite dell'astratto.
A dispetto di tanti mugugnamenti letti sui forum Condottiere non mi pare così male. Stiamo comunque parlando di un titolo con molte primavere sulle spalle (premiato nel 1995 come Gioco dell'anno a Cannes) e che 20 anni dopo riesce ancora a divertire giocatori abituati a ben altro. Sì, sta bene, il fattore fortuna si sente alla grande, giochi praticamente con la burrosa dea bendata seduta sulle ginocchia, e se ti capita una mano solo di 1 , 2 e Spaventapasseri con tutta probabilità passerai il resto del turno a fissare il soffitto e a sperare nella mano successiva. Ma il gioco è piacevole, scorre via liscio e ci puoi giocare anche con un vecchietto rimorchiato alla proloco di San Sebastiano Po con l'alibi di una partita veloce e un bianchetto.
La cosa che ho apprezzato di più sono le alleanze di burro fra i giocatori, che immediatamente si coalizzano appena uno tenta di prendere il largo (trasformando la partita in una guerra fredda in attesa di rimanere l'unico in piedi). Guardato da questa prospettiva il gioco è piuttosto realistico: sarò tuo alleato in questa battaglia solo perchè l'altro rappresenta nell'immediato un pericolo maggiore.

La scalabilità fino a 6 giocatori fa di Condottiere un buon prodotto da capodanno e per quelle nottate bianche in cui solo i veri uomini con petto villoso stanno su, mentre le regole semplici e le meccaniche briscole ne fanno un buon titolo introduttivo per neofiti e amanti di quel famoso giochino dei carrarmatini che noi invece tanto odiamo.
Considero Condottiere al pari di un buon tramezzino da bar: niente di speciale okay ma cattivo è un'altra cosa, e poi:riempie lo stomaco, ha un prezzo abbordabile e, sì, sta bene, non saranno le lasagne che fa la mamma con quei pezzettoni di scamorza che si sciolgono sopra, ma per un pranzo fuori casa va benissimo.