mercoledì 21 giugno 2017

Forbidden Stars a 30 gradi all'ombra

E' arrivata l'estate. Lo capisco dall'insalata di riso nel frigo.

Sui rami sbocciano le gemme verdi spuntate con la primavera, gli stecchi dei gelati cominciano a far capolino sui marciapiedi, le donne scoprono le spalle, e alla televisione i consigli degli esperti contro il caldo africano tolgono visibilità ai terroristi.
L'anguria che vince sulle bombe.
Chi l'avrebbe mai detto.

Dal giorno dopo il brutto incidente in piazza San Carlo durante la finale Juventus - Real Madrid, che ha portato a 1500 feriti e una donna morta, non passa giorno senza che Torino non finisca in qualche telegiornale.
Ai media piace cavalcare l'onda. Quindi vengono passate notizie di cronaca solo se contengono cocci.

giovedì 15 giugno 2017

Ci saranno anche cattivi giocatori


Il mio fissarla insistente, in piedi a pochi metri da lei, non la turba, non si scompone, non sposta di un millimetro le belle gambe accavallate nè tenta di coprirle con il bordo della gonna.
Supero la bassa staccionata del dehor e mi avvicino al suo tavolino rotondo, sul quale sta un portatovaglioli, il suo cellulare e una tazza di cappuccino. Si toglie gli occhiali da sole e mi guarda, cercando di capire se ci conosciamo.
"Non si sforzi" le corro in aiuto.
Mi seggo al suo tavolino.
"Mio marito sta per arrivare" mi avverte, cercando un cameriere nei paraggi.
"Ne dubito, a quest'ora è ancora in ufficio" le rispondo. Poi prendo la sua tazza di cappuccino, me la avvicino alle labbra, e ci sputo dentro.

venerdì 9 giugno 2017

Intervista all’uomo senza volto dietro Warstones

Se siete arrivati fin qui non avete bisogno che vi spieghi chi è Andrea Chiarvesio.
E probabilmente saprete anche dell’imminente uscita di Warstones, il nuovo gioco di schicchera con eserciti di orchi e nonmorti [e altri eserciti di cui non è ancora opportuno parlare].
Ma sicuramente non conoscete l’altro autore del gioco.
Raistlin.
Perchè è un uomo che vive nell’ombra, schivo come un barbagianni, non ci sono sue foto sul web, qualcuno pensa addirittura che sia in un programma di protezione testimoni.

venerdì 2 giugno 2017

Ma i pazzi siete voi

Lo gnomo di otto anni che apre la porta e mi scala con lo sguardo, arrampicandosi dal teschio della mia maglietta alla barba sul mento simile a un cespuglio di spine, sino a raggiungere infine i miei occhi cerchiati dal Tikal della notte prima, è un brutto anatroccolo. Non mi serve la palla di vetro per prevedere che le donne del suo futuro non ne ameranno mai la nasca da pescecane, nè gli occhi troppo piccoli, ma ci passeranno sopra per il carattere, che a scuola ha già affrontato il suo primo bullo primordiale ottenendo il rispetto del resto della classe. Il padre è un pezzo grosso con grossa stempiatura, ha la testa tonda e due orecchie che sembrano due grosse monete piantate ai lati della testa: quando gli sono vicino il mio huawei prende quattro tacche. La madre, che parla tre lingue e mi dà filo da torcere per numero di romanzi letti al mese, farà del ragazzino un uomo fuori dal comune, forse un leader.

mercoledì 31 maggio 2017

E' colpa dei blogger

Mario: "Ho anche controllato per terra, sai a volte succede: sei lì che defustelli un gioco e un gettone rimbalza sul tavolo e casca giù, e tu neanche te ne accorgi"
Paolo: "E fammi indovinare: per terra non hai trovato niente"
Mario: "Macchè. Ho pure alzato il tappeto. Niente. Un nervoso, guarda.... Che adesso mi tocca scrivere alla casa editrice per farmi mandare il gettone che manca, ed è tutto da vedere se me lo mandano, perchè ho preso l'edizione tedesca del gioco, mi romperanno sicuro i coglioni..."
Paolo: "Ma lo sai di chi è la colpa?"
Mario: "Delle case editrici, che fanno stampare sottocosto in Corea con manodopera di bassa..."
Paolo: "Macchè delle case editrici, non diciamo cazzate. La colpa è dei blogger"

mercoledì 24 maggio 2017

Anteprima Photosyntesis e Sherlook [e una maglietta nera]

Nelle ultime 24 ore, Torino aveva deragliato da pioggia a sole, e io non ero stato altrettanto veloce a cambiar giacca.
Guidavo col chiodo di pelle piantato sulle spalle.
"Perchè non te lo togli, non hai caldo?" mi aveva chiesto Francy, non aspettandosi davvero una risposta.
Avevo retto stoicamente per un buon numero di semafori, e lei non aveva più commentato. L'orgoglio mi aveva impedito persino di abbassare i finestrini. Finchè all'altezza di corso rosselli l'ultima goccia di sudore aveva fatto traboccare il vaso dilatatore, e al dottor banner si eran fatti gli occhi verdi. Ero sceso spalancando la portiera e facendo il giro della macchina con la rabbia dell'automobilista che ha ricevuto un colpo di clacson di troppo nella giornata sbagliata.
L'uomo alla guida del SUV era lontano un miglio dal clacson e incredibilmente minuto di corporatura, più corto di un tutorial di teooh, il suv snellisce. Stimai che avrebbe frainteso la mia discesa e avrebbe ingranato la retro innescando una serie di tamponamenti a catena. Fortunatamente stava scrivendo al cellulare.
Il mio scatto non era sfuggito all'acrobata al semaforo, al quale però era sfuggita una clavetta. La clavetta aveva rimbalzato sulla strada, e l'uomo nella macchina accanto alla mia aveva applaudito di incoraggiamento.
Aprii il bagagliaio e vi lanciai dentro il chiodo marcio.

martedì 16 maggio 2017

Quando la mia sedia sarà vuota


Due funerali in tre giorni. Settimana impegnativa per Francy. Un amico e una zia da parte di padre.
"Potrebbe piovere" le ho detto mentre si vestiva allo specchio. Non ci azzecco sempre col mio bicchiere mezzo pieno. Così ho pensato di prenderle qualcosa. E visto che anni fa le avevo regalato un pacchetto di massaggi in un centro benessere e il regalo le era piaciuto, ho pensato di ripetere. Ma non ricordavo quale centro benessere.
Cercare "Centro massaggi" su Google è un po' rischioso, soprattutto vi sconsiglio di farlo da lavoro: esce sempre fuori l'immagine di una ragazza asiatica su sfondo rosa con la scritta: Aperto 7 giorni su 7 fino alle 00.00 [ammicca ammicca].
Poi sono successe altre due cose: è mancato un mio collega, e mi ha telefonato l'inquilino del piano di sotto per dirmi che gli usciva acqua dal lampadario.

martedì 9 maggio 2017

Deckscape senza spoiler [leggete tranquillamete]

E' prudente mentirvi, perché non basta la semplice omissione per mettervi al riparo dallo spoiler, anche la mancanza di informazione, il silenzio, può dire e tradire.
Metti di dover presentare un'amica a un collega.
Collega: "E' single?"
Tu "Sì"
Collega: "Anni?"
Tu: "Ne ha 40"
Collega: "E' bella?"
Tu: [silenzio]
Per questo sarà mia premura mescolare il vero col falso, in queste righe, che il tacere può essere rivelatore tanto quanto lo schioccar di lingua, e che sono preferibili le mezze-verità, le bugie a fin di bene, il tergiversare tecnico, e più di tutto le opinioni al posto della verità, che tanto la verità non la bramiamo mai per davvero. Per questo nella vita vogliamo il contraddittorio, lo scambio democratico, il confronto. Il pluralismo di voci è un porto sicuro nel quale tutti possono attraccare la propria opinione, e tutte le opinioni hanno pari dignità e valore, quelle degli assennati affianco a quelle degli stolti.
In natura non esiste l'opinione, è solo un'invenzione dell'uomo, in natura c'è solo la verità.
"La verità è un concetto difficile da immobilizzare, che custodisce nelle pieghe delle lettere che lo compongono, contraddizioni e significati nascosti. La locuzione "la verità" può essere anagrammata in "relativa", ma anche in "rivelata", e anche, ancora, in "evitarla". Ognuno può scegliere nell'anagramma il significato che preferisce" - Gianrico Carofiglio
Collega: "E' bella?"
Tu: "Cotone idrofilo"

mercoledì 3 maggio 2017

A far del bene agli zombie si ricevono solo morsi

"Potrebbe succedere di nuovo. Anche domani" avverte puntando l'indice contro i clienti dall'altra parte del bancone.
Il proprietario dello Zio Tibia, rinomato negozio di oggettistica e accessori zombie di Torino, è uno che ci sa fare. Si fa chiamare LAILANDER tutto attaccato, perchè è sopravvissuto a tre matrimoni e galoppa per il quarto, la gioia degli avvocati divorzisti.
"Credo nel sacramento del matrimonio" spiega "e mi piace stare con la faccia affondata nella passera".
Stacco una delle collane con molare dalla rastrelliera, prezzo 19.99€. Il molare è fatto di resina, naturalmente, i veri molari di zombie stanno fra i cinquecento e i mille euro cadauno, e su internet girano un sacco di falsi. Il mio ce l'ho sempre appeso al collo. Ha i segni di una carie e di una vecchia piombatura. Rarissimo. Pagato uno sproposito.
"Sono arrivati i tuoi fumetti" mi avverte Lailander, notandomi accanto allo scaffale dei libri.
Prendo GIU' LE MANI DA TORINO e lo sfoglio. Solite foto di repertorio che conosco a memoria.

mercoledì 26 aprile 2017

Il nemico del mio nemico è mio amico

Andrà a gonfie vele.
Me lo ripeto e intanto la sala si riempie di grugni. Non facce: grugni. Già tutti sul piede di guerra, inquilini pronti a passare dagli insulti alle mani perchè la vicina di pianerottolo passa l'aspirapolvere la domenica mattina alle 8.00, perchè quello del terzo ha usato l'ascensore per farsi il trasloco e i porci comodi suoi, e perchè quello del quinto quando bagna le piante, sui balconi di sotto vien giù il diluvio.
La cerimonia di raccolta delle deleghe dell'amministratore mi ricorda il cestino della questua in chiesa. Si comincia. Non ci si segna la fronte. Al limite si tocca ferro. I primi punti sono semplici: conferma dei consiglieri e dell'amministratore. Poi si passa al conto delle spese scala per scala, si leggono gli scontrini, le spese dell'acqua, delle pulizie, dell'ascensore, delle cinghie dell'areazione forzata che si sono strappate di nuovo, e di chi è indietro con i pagamenti.
E il sangue viene fuori.

mercoledì 19 aprile 2017

Copioincollo quando voglio

Le buone idee non ti avvertono mai quando stanno per arrivare, per questo è importante essere sempre pronti, con le pupille ben dilatate come i suricati quando scrutano l'orizzonte, e come i ghepardi nascosti nell'erba alta quando puntano i suricati.
Vengo folgorato sulla via di Emiliano Sciarra lo scorso sabato, mentre sono in centro con moglie e figlia per comprare una nuova macchinetta Nespresso, che la vecchia l'abbiamo fusa con Vik e Red.

Torino. Pieno centro.
Se stai leggendo queste righe significa che sei già dentro la zona ZTL e la multa è già in viaggio verso casa tua.
Moglie e figlia entrano in un negozio di accessori e prodotti per la casa e la persona.
Io rimango a ciondolare sul marciapiede, e a godermi l'accento dei turisti tedeschi.
Torino è cambiata molto in questi ultimi dieci anni.
Finchè mia figlia viene a ticchettarmi sulla vetrina, e mi fa cenno di raggiungerla dentro MA SUBITO IMMEDIATAMENTE PAPA'!
E così entro anch'io nel negozio, e raggiungo l'angolo riservato ai giochi per la famiglia.
E vedo i dadi.

giovedì 13 aprile 2017

Macelleria vichinga

Cosa c'era nella scatola di Blood Rage lo sapevano pure i sassi, il gioco era stato autopsato e fotografato lo stesso giorno che era venuto al mondo, ma kickstarter era riuscito a fare di peggio: aveva pubblicato le foto ecografiche del prototipo, il making off della gravidanza ludica della quale tutti quanti ci sentivamo padri e insieme figli bastardi. Restava da capire cos'avremmo trovato fuori dalla scatola, nel perimetro breve, nell'orbitale dei giocatori, e questo al momento sembrava saperlo soltanto l'autore.
Viking e Redbairon, oltre il vetro di boardgamegeek, erano in preda a gravidanze isteriche simili a quelle che aveva avuto il mio cane coker 30 anni prima per una ciabatta di mio padre. I sintomi parevano reali: piedi gonfi, sudori, sbalzi di umore, crisi incontrollate di pianto e di risa, persino contrazioni.
L'unico non in stato interessante nè interessato al gioco sembravo essere io, come sempre frigido alle miniature, ludicamente represso e frigido, forse molestato e traumatizzato da bambino da un orco di Heroquest. Senza i sentimenti delle minia ero destinato a diventare un mostro, un serial-player, un bambino senza colori e senza pelle, che provava piacere a rinchiudersi da solo in cantina, e frizionarsi la carne viva coi cubetti.

venerdì 7 aprile 2017

AMANDO PEL0 712

Insomma le solite cose: il Vikingo che all'ultimo momento gli spunta un battesimo e deve saltarsi pure questa PLAY, il monster-sandwich nel mio zaino, la partenza alle 05.30 da Torino sotto una pioggia scrosciante che le spazzole faticano a levare dal parabrezza, e io e RedBairon con caffè e croissant all'autogrill insieme agli irriducibili del Si era detto weekend al mare? E allora noi ci andiamo pure con la pioggia! (in rigorose infradito).
La pioggia ci rallenta per tutta la prima tratta, mentre all'altezza della "S" autostradale di Piacenza mi scappa un po' il volante di mano, sbandiamo leggermente, e a Redbairon passano davanti agli occhi tutte le partite nelle quali è stato arrogante.
"Mi è passata davanti agli occhi tutta la mia vita ludica, Dado" riflette "Tornassi indietro giuro che sarei meno arrogante con voi mentecatti" .

martedì 28 marzo 2017

Il gioco "lasagna"

Francy finisce la telefonata.
"Vengono loro da noi" mi annuncia.
Amici di Francy, più che amici miei. Lei non è male, emancipata, intelligente, con qualche chilo in più come le donne di Moravia, e soprattutto che non si indigna quando esagero col colore nei miei racconti. Lui invece di quelli che sono passati dal lavoro in fabbrica alla macchina piegatrice a quello di impiegato davanti a un computer, e ora è convinto di prendere decisioni fondamentali per le sorti dell'umanità dal suo terminale. Non antipatico, però ascoltare i suoi aneddoti da ufficio alla Paolo Bitta oltre la mezzora mi fa sempre venir voglia di telefonare al suo capo e supplicarlo di rimetterlo alla macchina piegatrice.
La loro figlia va molto d'accordo con la nostra.
"Prendiamo le pizze o cucini?" mi chiede Francy
"Mi gioco il jolly" rispondo.

martedì 21 marzo 2017

I german vengono da Marte, gli american da Venere

Fitto carteggio di messaggi al cellulare con Viking e RedBairon, e alla fine vengono stabiliti tre ordini del giorno per la riunione condominiale dei giocatori del complesso edilizio Paralisi d'Analisi: inaugurare e testare la temperatura della nuova mansarda del Vikingo adibita a sala giochi e adeguatamente condonata al catasto, colonizzare e terraformare i pianeti più remoti che abbiano ottenuto l'abitabilità nella galassia di Kepler-3042, e fare tutto questo sforando il meno possibile i 120 minuti riportati sulla scatola del gioco, che dopo la saletta serve ad altri.
"Portatevi una felpetta che non fa ancora caldissimo" ci avverte Viking, "Per sicurezza lascio fuori il Montenegro", perchè noi giocatori e i senzatetto ci scaldiamo così, quando non possiamo incendiare i cassonetti.

mercoledì 15 marzo 2017

MICROMONDO: dalla primissima idea del gioco alla sua pubblicazione

E' una primavera balorda, quella del 2014, piovosa, turbinante, di quelle che mandano a casa gli studenti del politecnico stagisti presso l'istituto meteorologico, sfottuti pedissequamente dagli amici: "Eccolo qui il nuovo colonnello Giuliacci", e Martino Chiacchiera sta preparando gli ultimi esami universitari prima della vampa dell'estate.

Dado: "Com'è nato Micromondo?"
Martino: "Credo che l'idea risalga proprio alla primavera del 2014. Stufo di annoiarmi durante il quarto d'ora accademico tra una lezione universitaria e l'altra, ricordo che mi imposi di inventare un giochino paper-and-pencil che usasse solamente un foglio di carta e tre colori.

venerdì 10 marzo 2017

Pendolari in treno con sacchetto di prugne

Due cose. La prima: qualche giorno fa ho pranzato in rosticceria con un vecchio amico che non vedevo da un po', vecchio nel senso che ha 15 anni più di me e prende delle pillole per star bene ma che lo fanno pisciare ogni due ore. Dopo un pollo arrosto tagliato a metà con un trinciapollo e un paio di birre Moretti, gli ho fatto provare Game of Trains, a lui che odia tutti i giochi tranne il subbuteo e i soldatini Atlantic. Abbiamo giocato senza ciucciarci le dita dalla pelle del pollo, quindi abbiamo unto le carte con impronte digitali che CSI avrebbe sicuramente arrestato Apelle. Non importa. A fine partita mi ha chiesto: "E quant'è che costa, 'sto coso?" e io: "Dieci euro", che mi sembrava un gran prezzo, ma lui ha alzato le sopracciglia a forma di virgola pelosa e ha commentato: "Beh, 10 euro, non sono pochi, se calcoli che a loro gli sarà costato 1 euro produrlo in Cina".

mercoledì 8 marzo 2017

Quando vendi e quando compri

[VENDO] Carcassonne, praticamente nuovo, solo defustellato in ambiente sterile e mai giocato chiedete pure a mia moglie se non ci credete. Prezzo nuovo 30€, lo vendo a 25€ + 5€ spese di spedizione, oppure a 25€ se consegna brevi manu solo con chi abita all'Isola d'Elba.
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[VENDO] Winter Tales, perfetto, giocato una sola partita insieme con un amico disabile senza braccia, quindi nessun segno di usura. Il costo del gioco usato è di 19€ del gioco + 40€ di spese per il corriere [per le spedizioni io mi affido solo a Brandolini, che muove giochi rari e nitroglicerina per l'esercito]
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[VENDO] Expo 1906 con dedica di Remo Conzadori "Dado non venderlo", praticamente nuovo, giocato con guanti di seta sul tavolo sterilizzato di una sala operatoria di una clinica privata.
Prezzo adeguato al costo del primario [che non fa fattura].
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[VENDO] Trajan defustellato con grazia da una geisha vegana, giocato 3 volte il 22/3/2016, il 14/4/2016 e la sera del 28/10/2016. Me ne separo a malincuore e soltanto perchè devo far spazio che abbiamo preso in casa un gattino cieco. Prezzo 45€.
Se ne prendete almeno 3 copie vi faccio 40€ cadauna. Alla quarta vi metto nel pacco pure il micio.

mercoledì 1 marzo 2017

Perché ci sei tu che pensi a me e ci sono io che penso a te

Il Ratto mena il suo fendente. Filch si scansa a [sinistra!] sinistra. La spada sbeccata lo manca di poco, cozzando contro il muro alle sue spalle. Filch scatta in avanti piantandogli la daga nel fianco. Abbastanza per uccidere un topo ma non un Ratto.
Sull'altro corridoio Nez solleva il pesante martello da fabbro e lo cala fra le orecchie dell'altro Ratto.
Maginos grida di [proteggere Tilda] proteggere Tilda.
Nez corre verso di lei....
.....................
"Siamo uomini, non topi" gli spiega Maginos rosicchiando del formaggio, "Topi per caso" aggiunge Nez sghignazzando.
Tilda dorme accanto al fuoco. E' stata ferita, ed è un vero problema perchè lei è la curatrice del gruppo.
"Lo so che siamo uomini" osserva Filch "Ma non avete anche voi questa sensazione di deja vu? Io sapevo esattamente come mi avrebbe attaccato quel Ratto, da che lato sarebbe arrivato il suo colpo"
"Reminiscenze di quello che eravamo" spiega Maginos.

mercoledì 22 febbraio 2017

Meganoidi

Passare il sabato pomeriggio con EFFE ha indiscutibilmente i suoi vantaggi. Anzitutto posso playtestare la mia pazienza. E allenarla. In questo senso EFFE è un personal trainer di esperienza, conosce almeno una ventina di modi diversi per farmi saltare i nervi. Ma come vi ho detto: è solo allenamento e io sono uno sportivo serio, determinato: "Non perdo mai: o vinco o imparo" (cit.).
Un giorno qualcuno organizzerà una grande gara fra me e una dozzina di monaci tibetani, al primo che riesce a far stare in equilibrio una sopra l'altra tre palline da ping pong, e tutto questo mio rinforzare e a lungo sfibrare la pazienza sarà premiato.
E poi EFFE ha un tesserino nel taschino, una roba potentissima, più dell'emblema dello shogun mitsukuni mito e del black lotus foil.
Vi faccio un esempio.
Una volta che eravamo al parco Campizzi con un paio di Moretti da 66cl, è arrivata la polizia.
Concesso: io non ho un aspetto molto rassicurante, grosso e con questa barba nera che fa sempre pensare che abbia un chilo di tritolo nascosto nello zaino. E anche EFFE col suo metro e ottanta per quintale di peso non scherza. Comunque non stavamo facendo niente di particolare, eravamo al parco, seduti su una panchina, e EFFE si stava buttando giù la seconda Moretti [due Moretti da 66cl ogni volta che ci vediamo, EFFE è molto attento ai rituali]. Qualche mamma col passeggino deve averci notato e segnalato alle forze dell'ordine due persone sospette, se non dei terroristi allora minimo due drogati.

martedì 14 febbraio 2017

Prigioniero n°38

Con le mie chiacchiere sul lavoro non ero riuscito a distrarlo. Era uno tosto. Incisivo.
"Apra la bocca" disse ritrovando il filo interdentale del dov'era rimasto.
La fresetta fece un valzer fra i miei canini, mentre la cannuccia aspirava saliva in un gorgogliare di sottofondo.
"Ahiahiahi" disse a metà della mia detartrasi, da dietro la sua mascherina.
"Carie?"
"Peggio"
Il dente del giudizio aveva messo la testa fuori dalla gengiva.
"Quello famoso che speravamo restasse per sempre occluso?" chiesi.
Nella mia bocca dormiva sepolto da 43 anni una specie di Voldemort, che allungava pericolosamente le sue radici verso il mio nervo mandibolare. L'altro dentista che l'aveva scoperto, 25 anni prima, lo aveva scientificamente definito un dito in culo all'ortodonzia.

martedì 7 febbraio 2017

Il pavimento si sgretola

E' il 28 dicembre 2016, e io sono mano per mano con mia figlia. Siamo sul marciapiede e stiamo per entrare nel bar pasticceria della mamma di una sua compagna di scuola, lei, la mia piccola, perchè spera di incontrare la sua amichetta e giocare un po', io per prendere uno dei miei tanti troppi caffè. Quando il cellulare nella mia tasca comincia a vibrare. Rispondo. E' il mio collega d'ufficio. Che mi annuncia che la società per la quale lavoriamo ha appena dichiarato il fallimento.

Entriamo nel bar. C'è tanta gente. Dietro il bancone c'è un'altra barista, non vedo la mamma della compagna di scuola, ma magari è solo nel retro della pasticceria a incartare una torta. Mia figlia mi tira per la giacca. "Chiedile se c'è" mi dice speranzosa. Ma io sto provando a telefonare al mio capo. Terzo tentativo in un minuto. Seguito da un quarto e da un quinto.
Tre. Informazione gratuita. Il numero da lei chiamato potrebbe essere spento o non raggiungibile.

martedì 31 gennaio 2017

Il labirinto di ossa

Gli sciachimisti a furia di scavare nel cielo, prima o poi avrebbero trovato qualcosa, anche solo uno spacciatore di vicks vaporub, i numeri erano dalla loro parte. Se chiedi a tutte le persone che incontri per strada: "Ti chiami Ermenegildo?", prima o poi un Ermenegildo lo trovi.
L'uomo che aveva suonato il mio campanello non sembrava uno sciachimista nè un Ermenegildo, ma lo spioncino mi aveva già tradito una volta con una venditrice di Folletto scambiata per ragazza cin cin [la terza da destra]
"Chi è?" chiesi oltre porta
"Canone Rai"
"In questa casa siamo tutti cattolici"

"Non porto la parola di Dio, controllo bollettini e appioppo multe"
"Beh allora apro fiducioso" dissi togliendo il chiavistello.

martedì 24 gennaio 2017

IDEAG 2017 : Elogio del prototipo brutto

Perchè Elogio e perchè Brutto. Anzitutto perchè si tratta di prototipi, e non di giochi pubblicati e finiti, ed è fondamentale che questo ve lo ripetiate come il mantra "No bacon" di un ciccione in piedi davanti al frigo: avete messo su carta una vostra idea, un'ottima idea, ma per ora è soltanto argilla grezza, una bozza su cui lavorare, e le bozze così come sono non vanno in stampa. Dovete essere mentalmente pronti a tagliare, cancellare, e rimettere in discussione le vostre meccaniche, i materiali che avevate in mente, e anche il regolamento che avete già riscritto 3 volte. Affezionatevi alla vostra idea ma non alla sua forma, arrivate pronti a un inevitabile lavoro di editing, e questo vi verrà molto più facile se non vi presenterete con un prototipo in plexiglass tagliato col laser e illustrazioni stampate su carta fotografica. Per questo brutto. Se è brutto non avrete rimorsi [ne avrete meno].

giovedì 19 gennaio 2017

Intervista a Pietro Puglisi della District Games

1- Dado: District Games: dove eravamo rimasti? Ah, sì. Ci avete convocati tutti a Bologna per parlare dei nuovi progetti  District Games (http://dadocritico.blogspot.it/2015/09/just-district-day-drink-sangria-in-park.html) e io in quell’occasione ho anche preso un gatto per mia figlia. Ora il gatto ha un anno e mezzo.
Cos’è successo nel frattempo?
1- Pietro: correva il mese di settembre 2015 e quell’occasione titolava “District Games Day”. Ciò che vi avevamo descritto, tenendo in mano un salame, era un futuro fatto di giochi di carte, esperimenti nel mondo dei videogames e un tentativo di maturazione che ci portasse a diventare un editore a tutti gli effetti. Se ricordi avevamo anche annunciato l’ingresso nel team di Andrea Chiarvesio, con tanto di consegna ufficiale di una t-shirt DG (District Games, non Dolce&Gabbana). Direi che nulla di quanto previsto è successo, ma come sempre i piani sono stati superati da piani B, da piani C e poi dalla realtà, di gran lunga migliore di quanto pensassimo. 

lunedì 16 gennaio 2017

Le rose si regalano dispari

La parola DRAGHI mi fa sempre venire in mente i libri di Dragonlance e una ragazza vestita di nero.
Nell'estate del millenovecentonovanta e rotti, noi adolescenti del segmento utilitarie Fiat davamo il Deleterio! su tutto, come Ceccarini il ramato nei campi, nel Ciclone di Pieraccioni. Era un intercalare ignorante che avevamo assorbito fra i cortili delle case popolari, in anticipo sul CheTeLoDicoAFare di Donnie Brasco, e che sembrava incastrarsi in ogni frase: "Il bar chiude alle 02.00?!?! Deleterio!!". "I tuoi hanno trovato i tuoi Le Ore nascosti dietro la lavatrice? Deleterio!"
Io mi ero preso la solita cotta per la ragazza di un mio amico. Mi capitava spesso, con le ragazze dei miei amici, più che altro per questioni geografiche: erano le più vicine e le meno difficili da avvicinare, in quegli anni impacciati di brufolazzi e tapparelle (cit).

lunedì 9 gennaio 2017

La pelle che hai addosso

Avviso al Sig. Paladino e a tutta la sua cricca in armatura argentata, e sto parlando di maghi, preti, guerrieri e di tutti gli altri invasati della luce del bene.
Si rende noto che il nostro dungeon è sorvegliato da vampiri BEN addestrati. Entrate a vostro rischio e pericolo.


Dungeon Lords quando i treni arrivavano in orario.
30 anni fa si stava bene. La notte si andava a dormire tranquilli e nessuno chiudeva a chiave il cancello del dungeon. Oggi non si è più sicuri neanche a chiuderlo con le catene e gli spuntoni, il cancello, che ti arrivano questi paladini dalla romania che ti forzano i lucchetti col grimaldello bulgaro, ed entrano in casa e spaccano tutto.
Che poi naturalmente la legge tutela LORO, non te che te ne stai tranquillo a casa tua a farti i fatti tuoi, seduto in poltrona a leggerti un libro sulle torture, la legge difende LORO che entrano nella TUA proprietà privata, e se provi a reagire capace che ti condannano per eccesso di legittima difesa.

mercoledì 4 gennaio 2017

Il paradosso del cammello e della clessidra

Apro gli occhi. Le 6.00 del mattino.
Ai blocchi di partenza. Di nuovo.
Non so chi mi abbia iscritto a questa gara, ma sono abbastanza sicuro di non aver firmato niente.
Il mio stretching è costituito da 10 minuti di riflessioni sulla fusione a freddo seduto sulla tazza, un caffè e il nuovo articolo di pinco11.
Mi vesto con la roba sulla spalliera della sedia [5 minuti]. Pulisco le olive nere dalla sabbia del gatto [5 minuti]. Bacio moglie e figlia.
Esco di casa. E dieci minuti dopo, in macchina, non mi ricordo neanche se il caffè l'ho preso oppure no.
Per sicurezza mi fermo in autogrill. Lì le ragazze dietro il bancone iniziano a correre alle 5.00. C'è sempre qualcuno che mette le scarpe da tennis ai piedi prima di te.
Corro tutti i giorni, ma so che correte anche voi, che non sono l'unico atleta, che ci hanno iscritto tutti, è un mega complotto sportivo. A volte ho la sensazione che questo sia solo l'allenamento per qualche cos'altro, e che una volta morto mi materializzerò su una pista d'atletica color avorio per giocarmi tutto nella Grande Corsa. Un po' come GANTZ.
Non mi piace correre, corro mio malgrado, mentre il mio cuore corre in circuito riservato ai professionisti [categoria: sinusale].
Soprattutto non so perchè corro, quali sono le regole di questa corsa senza traguardo, che riavvia tutti i giorni.