martedì 31 ottobre 2017

Le montagne della follia che ho attorno

Essen è là fuori. Da qualche parte.
Sento l'odore della fiera, inteso della belva, come l'inconfondibile profumo di popcorn caldo, zucchero filato e profiteroles d'elefante, del circo di Moira quando arriva in città. Riempie le narici. Lo sento da Torino, anche senza aprire la finestra, che è meglio non aprire se sei fra quelli che poi non ci andranno al circo, e se l'aria sa della cenere delle montagne attorno che stanno bruciando.

In Piemonte non piove da mesi. Ettari di boschi secchi, erba lanuginosa, rami asciutti e foglie accartocciate.
Per i piromani: una provocazione irresistibile peggio che i collant a gambaletto per gli stupratori.
Le montagne della follia, scriveva Lovecraft in un celebre racconto, l'umanità e l'antartide saranno distrutte dai Grandi Antichi. Non dai piromani. La madre dei pirlomani è sempre incinta.

Ma torniamo ad Essen.
Io che sono un'anima semplice Essen me la immagino come l'hangar di un aeroporto, di quelli grandi, dei film di Bruce Willis della serie Die Hard, che contengono Boing 747 parcheggiati a lisca.
Migliaia di tavoli. Migliaia di giocatori. Tutti con la fedele bottiglietta d'acqua.
I Giullari sono lì. A provare in anteprima mondiale il nuovo gioco di Stefan Feld spiegato da Stefan Feld in persona medesimo. Al tavolo con loro anche Bruce Willis. Che di giochi ne capisce un mazzabadile ma I'm just here to break dick to Dado.
Stasera, mentre si lavava i denti, mia figlia mi ha chiesto se conosco la tombola. Che c'è un suo compagno di classe che è bravissimo a tombola, praticamente imbattibile, il campione del mondo. L'ho accarezzata. Ragazza mia. Incontrerai tanti ciarlatani nella tua vita. Da' retta a uno che di giochi ne capisce davvero, e ha pure un blog. Nessuno può essere bravo a tombola. Nessuno. Tranne tuo padre. E' lui che devi sposare.

A Torino c'è il blocco del traffico, si fermano le macchine diesel, pure la mia che ha solo 3 anni. Il blocco l'hanno prima messo, poi levato, poi rimesso, poi messo solo un pezzettino, poi messo solo la punta per farcelo sentire. Adesso, dopo il blocco del traffico per l'alto livello di pm10 nell'aria, sono arrivati pure gli incendi. Mi aspetto un annuncio a reti unificate del sindaco Appendino: "Torinesi: per tutto il 2018 potrete andare a lavorare solo coi roller. Però mi sto battendo con tutte le mie forze per poterveli far mettere in detrazione nel 730".


Stasera tornando a casa da lavoro mi sono fermato al supermercato per prendere qualcosa per cena. In coda alla cassa, ho fatto passare una signora anziana dietro di me che aveva solo due cartoni di latte e le crocchette del gatto. Dopo aver pagato, da una macchinetta automatica posizionata subito dopo la cassa, ha comprato un gratta&vinci MegaGigaMilionario da 10 euro.
Praticamente ha speso 5€ per il latte e il kitekat in offerta, e 10€ per il gratta&vinci.
Sul canale 130 del digitale terrestre c'è un uomo che vende ambi secchi su Palermo a 3€.
'Sti pensionati si stanno suicidando.
E ci rompevano le palle a noi quando giocavano a Double Dragon nei bar.

E arriviamo alla sera. La sera della boccata d'ossigeno, dopo tanta cenere respirata e tanti rospi buttati giù che dacci oggi il nostro batrace quotidiano.
Alle 21.30 arrivano Viking e Redbairon.

MYTHOS
Gioco investigativo e deduttivo ambientato nel terrificante mondo di Arkham di H.P. Lovecraft, per 1-8 giocatori, edito in Italia da MS Edizioni.
Più vicino ad un romanzo giallo\noir interattivo, che a un gioco da tavolo tradizionale, fra il libro-game e il fumetto a bivi, Mythos raccoglie quanto già vergato con mano pesante su pietra vulcanica a imperitura memoria, in termini di meccaniche, da Sherlock Holmes Consulente Investigativo, e ridipinge tutto in chiave Cthulhu e Grandi Antichi.
Delitti rituali, quindi, furti di manufatti egizi, pentacoli di sangue, misteri da dipanare con la sola forza della logica e con lo studio meticoloso degli indizi, prima di cedere neuroni e sanità mentale agli orrori indicibili, ai banchetti osceni, ai cultisti adoratori di dei depravati e gibbonici, in una dicotomia che qui fa rima con lobotomia.
Otto i casi giocabili, per 90-120 minuti di partita cadauno, naturalmente non rigiocabili a meno di profonde amnesie e bruciature di corteccia cerebrale causate dalla vista di creature anfibie di Innsmouth e donne con diciotto seni.

Il materiale è costituito da una grossa mappa della città, un contatore di turni [che avanza spostandosi da un luogo all'altro per interrogare gli indiziati],  alcune copie del quotidiano L'Eco di Arkham, un mazzetto di carte Indizio, la rubrica di Arkham [con tutti gli indirizzi], un po' di token in cartoncino e gli 8 libretti con le avventure.

Metto qualche oggetto sul tavolo, qualcosa da manipolare mentre giochiamo, per aggiungere sensazioni tattili alla serata.
Un po' di dadi, che non hanno niente a che vedere con un gioco così preciso ma sono sempre piacevoli da far girare in mano; un vecchio coltello Opinel con lama ossidata, ricordo di quando ci tagliavo la mela in ufficio 15 anni fa; una lente di ingrandimento vinta ad un concorso letterario per un racconto giallo; una tazza ottenuta partecipando a un corso di VMware.

Non vi spoilero nulla. Ma qualcuno si è comportato male. Indiscutibilmente.
Qualcuno ha ucciso. C'è del sangue.
Per terra. E sul divano. E  il sangue è un casino da togliere via dai tessuti, come soleva lamentarsi sempre quel serial killer.

Da chi cominciamo?
Vik suggerisce una visita a Pascal Fenton, occultista e spiritualista. La sua conoscenza dei cosiddetti Grandi Antichi è considerevole, e potrebbe esser saggio rivolgersi a lui per lo scarabeo di malachite [non così saggio, secondo il professor Armitage].
Redbairon propone un giro alla biblioteca di Armitage, almeno per scambiare due parole con Emilia Sergant, fedele assistente del professore che ha accesso alla Sezione Proibita della biblioteca e custodisce scritture proibite e blasfeme. Potrebbe darci una mano a riconoscere la pagina bruciacchiata che abbiamo trovato nel camino.
Io voto per un giro al manicomio di Arkham.
"E a cosa potrebbe servirci? Finora non è stato neanche nominato!" mi chiedono Vik e Red
"Sì ma  rimane sempre il manicomio di Arkham!" rispondo.

Ci facciamo un té caldo. Con miele di montagna, del vicino di casa di un mio collega, che ha le arnie in val di susa, quando non c'erano ancora le fiamme e il fumo a oscurare il cielo.
Le birre artigianali sembrano un ricordo lontano di una giovinezza bruciata su german indicibili e privi d'alea. La verità è che io ho una tosse come se avessi fumato Marlboro dall'età di 7 anni, e Viking è in un limbo di nyarlathotep fra l'influenza intestinale e lo stafilococco aureo a spruzzo. Redbairon si aggrega alla parentesi tisana con miele per pura stoica pigrizia, anche se cerca di giustificare che non crede nell'immunità del gregge.
Siamo tre vecchi al capolinea. Attendiamo il gioco sui cantieri.

"Si potrebbe mettere un po' di musica"

Giusto.
Suggerisco: Come to Daddy [Apex Twin]
Mettiamo Signor Tenente [Giorgio Faletti]. [dopo l'aneddoto del romanzo "Niente di vero tranne gli occhi" dello stesso Faletti, che per risolvere il complicato caso giallo introduce un elemento paranormale]

Risolviamo il mistero pennellato Lovecraft. Facendoci prendere un po' la mano dalla sfida di finire con il minor numero possibile di indizi. Ne utilizziamo meno della metà. E andiamo a presentarci nell'ufficio di Armitage come bambini fieri del pannolino grondante.
Il professore mette il nostro caso sul tavolo operatorio, inforca gli occhiali e prende il bisturi, e comincia a sollevarne la pelle. Comincia con le prime domande. Rispondiamo con la sicumera dei bulletti di Grease.
Poi, a metà, la risoluzione del mistero prende la piega della scena muta.
Armitage ci chiede: "E avete visto QUESTO e QUELL'ALTRO, e parlato con TIZIO e CAIO, e recuperato il sarchiapone rubato?".
Mizzica abbiamo corso troppo.

Contiamo i punti.
15. Risultato Sufficiente. Senza clangore nè gloria nè applausi di Armitage.

"Ce ne facciamo un altro?"
"Di caso o di té caldo col miele?"

Un gran bel gioco, con le stesse meccaniche  di Sherlock Holmes Consulente Investigativo, con qualche piccola novità rappresentata dalle carte Indizio [non vi spoilero nulla] e dal contatore dei turni [nella scatola anche dei token che dovrebbero servire per l'espansione], molto ben ambientato nell'affascinante mondo blasfemo e tentacolato di H.P. Lovecraft.
Nota: i casi sono slegati fra loro, ma per risolvere l'ultimo sarà indispensabile conditio sine qua non aver risolto i primi.
Il manuale consiglia a più riprese di risolvere i casi nell'ordine suggerito [e non vedo ragioni per fare il contrario].

Cenere e muffa
Scrivendo per il blog la sera e andando a dormire molto tardi, per non svegliare moglie e figlia già a letto da un pezzo, mi capita di lasciare computer portatile e scatole di giochi sul tavolo della cucina.
Qualche mattina fa, dopo la sera passata a scrivere l'inizio di questo post, mi sono svegliato ed ho trovato due misteriosi barattoli sulla scatola di Mythos che avevo lasciato sul tavolo [mi tengo scatole e manuali a portata di mano, quando scrivo, per poterli consultare]. Confesso che ero un po' addormentato ed ho impiegato un po' a realizzare che si trattava del compito di scienze di mia figlia.
Ricordo di aver pensato con poca lucidità: "Ma...Ho aggiunto degli elementi tridimensionali e tattili alla partita... ma c'erano anche quei barattoli... o riguardano il caso che abbiamo giocato?"
Con un augurio che gli incendi sulle nostre montagne si spengano presto.


Trovate Mythos e barattoli di verdure con la muffa su Magic Merchant

6 commenti:

  1. Il silenzio mediatico sugli incendi in val di Susa tra l'altro è un po' assordante. Speriamo in un lieto fine.

    Grande Dado...

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  2. Stanno bruciando i boschi, e loro cercano di soffocare chi li distrugge, non sono cattivi, si stanno solo difendendo. Buttare i piromani dentro i loro stessi roghi, aumenterebbe di un nulla la PM10, ma dissuaderebbe altri coglioni ad emularli.
    Non mi piace nulla di H.P. Lovecraft, ne i libri, ne i giochi, non è colpa sua, semplicemente non do nel genere; però l'articolo è bello forte.
    Bruce al tavolo che dice: " I'm just here to break dick to Dado" è veramente oltre!
    Grande Dado
    In bocca al lupo a te ed a tutti i gamers torinesi, ed anche alla natura, ne avete un gran bisogno!

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  3. Comprato giusto dieci giorni fa. Vedremo di intavolato a breve

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  4. 2 note:
    1) "Migliaia di giocatori. Tutti con la fedele bottiglietta d'acqua."
    EH NO. QUASI tutti. Finchè non ci arresteranno, noi saremo sempre quelli con la lattina di birra. Verde.
    2) "Mio papà ha giocato a più di cento giochi da tavolo."
    Epico (ma sottovalutato dall'innocente creatura) :)

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  5. Quante Montagne della Follia personali dobbiamo scalare... Tante, ma proprio tante!

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