mercoledì 26 aprile 2017

Il nemico del mio nemico è mio amico

Andrà a gonfie vele.
Me lo ripeto e intanto la sala si riempie di grugni. Non facce: grugni. Già tutti sul piede di guerra, inquilini pronti a passare dagli insulti alle mani perchè la vicina di pianerottolo passa l'aspirapolvere la domenica mattina alle 8.00, perchè quello del terzo ha usato l'ascensore per farsi il trasloco e i porci comodi suoi, e perchè quello del quinto quando bagna le piante, sui balconi di sotto vien giù il diluvio.
La cerimonia di raccolta delle deleghe dell'amministratore mi ricorda il cestino della questua in chiesa. Si comincia. Non ci si segna la fronte. Al limite si tocca ferro. I primi punti sono semplici: conferma dei consiglieri e dell'amministratore. Poi si passa al conto delle spese scala per scala, si leggono gli scontrini, le spese dell'acqua, delle pulizie, dell'ascensore, delle cinghie dell'areazione forzata che si sono strappate di nuovo, e di chi è indietro con i pagamenti.
E il sangue viene fuori.

mercoledì 19 aprile 2017

Copioincollo quando voglio

Le buone idee non ti avvertono mai quando stanno per arrivare, per questo è importante essere sempre pronti, con le pupille ben dilatate come i suricati quando scrutano l'orizzonte, e come i ghepardi nascosti nell'erba alta quando puntano i suricati.
Vengo folgorato sulla via di Emiliano Sciarra lo scorso sabato, mentre sono in centro con moglie e figlia per comprare una nuova macchinetta Nespresso, che la vecchia l'abbiamo fusa con Vik e Red.

Torino. Pieno centro.
Se stai leggendo queste righe significa che sei già dentro la zona ZTL e la multa è già in viaggio verso casa tua.
Moglie e figlia entrano in un negozio di accessori e prodotti per la casa e la persona.
Io rimango a ciondolare sul marciapiede, e a godermi l'accento dei turisti tedeschi.
Torino è cambiata molto in questi ultimi dieci anni.
Finchè mia figlia viene a ticchettarmi sulla vetrina, e mi fa cenno di raggiungerla dentro MA SUBITO IMMEDIATAMENTE PAPA'!
E così entro anch'io nel negozio, e raggiungo l'angolo riservato ai giochi per la famiglia.
E vedo i dadi.

giovedì 13 aprile 2017

Macelleria vichinga

Cosa c'era nella scatola di Blood Rage lo sapevano pure i sassi, il gioco era stato autopsato e fotografato lo stesso giorno che era venuto al mondo, ma kickstarter era riuscito a fare di peggio: aveva pubblicato le foto ecografiche del prototipo, il making off della gravidanza ludica della quale tutti quanti ci sentivamo padri e insieme figli bastardi. Restava da capire cos'avremmo trovato fuori dalla scatola, nel perimetro breve, nell'orbitale dei giocatori, e questo al momento sembrava saperlo soltanto l'autore.
Viking e Redbairon, oltre il vetro di boardgamegeek, erano in preda a gravidanze isteriche simili a quelle che aveva avuto il mio cane coker 30 anni prima per una ciabatta di mio padre. I sintomi parevano reali: piedi gonfi, sudori, sbalzi di umore, crisi incontrollate di pianto e di risa, persino contrazioni.
L'unico non in stato interessante nè interessato al gioco sembravo essere io, come sempre frigido alle miniature, ludicamente represso e frigido, forse molestato e traumatizzato da bambino da un orco di Heroquest. Senza i sentimenti delle minia ero destinato a diventare un mostro, un serial-player, un bambino senza colori e senza pelle, che provava piacere a rinchiudersi da solo in cantina, e frizionarsi la carne viva coi cubetti.

venerdì 7 aprile 2017

AMANDO PEL0 712

Insomma le solite cose: il Vikingo che all'ultimo momento gli spunta un battesimo e deve saltarsi pure questa PLAY, il monster-sandwich nel mio zaino, la partenza alle 05.30 da Torino sotto una pioggia scrosciante che le spazzole faticano a levare dal parabrezza, e io e RedBairon con caffè e croissant all'autogrill insieme agli irriducibili del Si era detto weekend al mare? E allora noi ci andiamo pure con la pioggia! (in rigorose infradito).
La pioggia ci rallenta per tutta la prima tratta, mentre all'altezza della "S" autostradale di Piacenza mi scappa un po' il volante di mano, sbandiamo leggermente, e a Redbairon passano davanti agli occhi tutte le partite nelle quali è stato arrogante.
"Mi è passata davanti agli occhi tutta la mia vita ludica, Dado" riflette "Tornassi indietro giuro che sarei meno arrogante con voi mentecatti" .

martedì 28 marzo 2017

Il gioco "lasagna"

Francy finisce la telefonata.
"Vengono loro da noi" mi annuncia.
Amici di Francy, più che amici miei. Lei non è male, emancipata, intelligente, con qualche chilo in più come le donne di Moravia, e soprattutto che non si indigna quando esagero col colore nei miei racconti. Lui invece di quelli che sono passati dal lavoro in fabbrica alla macchina piegatrice a quello di impiegato davanti a un computer, e ora è convinto di prendere decisioni fondamentali per le sorti dell'umanità dal suo terminale. Non antipatico, però ascoltare i suoi aneddoti da ufficio alla Paolo Bitta oltre la mezzora mi fa sempre venir voglia di telefonare al suo capo e supplicarlo di rimetterlo alla macchina piegatrice.
La loro figlia va molto d'accordo con la nostra.
"Prendiamo le pizze o cucini?" mi chiede Francy
"Mi gioco il jolly" rispondo.

martedì 21 marzo 2017

I german vengono da Marte, gli american da Venere

Fitto carteggio di messaggi al cellulare con Viking e RedBairon, e alla fine vengono stabiliti tre ordini del giorno per la riunione condominiale dei giocatori del complesso edilizio Paralisi d'Analisi: inaugurare e testare la temperatura della nuova mansarda del Vikingo adibita a sala giochi e adeguatamente condonata al catasto, colonizzare e terraformare i pianeti più remoti che abbiano ottenuto l'abitabilità nella galassia di Kepler-3042, e fare tutto questo sforando il meno possibile i 120 minuti riportati sulla scatola del gioco, che dopo la saletta serve ad altri.
"Portatevi una felpetta che non fa ancora caldissimo" ci avverte Viking, "Per sicurezza lascio fuori il Montenegro", perchè noi giocatori e i senzatetto ci scaldiamo così, quando non possiamo incendiare i cassonetti.

mercoledì 15 marzo 2017

MICROMONDO: dalla primissima idea del gioco alla sua pubblicazione

E' una primavera balorda, quella del 2014, piovosa, turbinante, di quelle che mandano a casa gli studenti del politecnico stagisti presso l'istituto meteorologico, sfottuti pedissequamente dagli amici: "Eccolo qui il nuovo colonnello Giuliacci", e Martino Chiacchiera sta preparando gli ultimi esami universitari prima della vampa dell'estate.

Dado: "Com'è nato Micromondo?"
Martino: "Credo che l'idea risalga proprio alla primavera del 2014. Stufo di annoiarmi durante il quarto d'ora accademico tra una lezione universitaria e l'altra, ricordo che mi imposi di inventare un giochino paper-and-pencil che usasse solamente un foglio di carta e tre colori.