venerdì 20 aprile 2018

KEO

Le iniziali dei suoi due nomi + l'iniziale del suo cognome, tipo: Katia + Elisabetta + Obice.
Io la chiamo KEO.

L'ho conosciuta una vita fa. Sul lavoro. Lei era vestita di nero. Con gli anfibi. E una mela in mano.
Per alcuni mesi l'ho vista mangiare solo mele. Praticamente un bruco.
Parlava unix, quello dei vecchi server HP, spostava blocchi di files con lunghe stringhe di codice dall'Italia alla Cina, lanciava calcoli CAE in Messico, in anni in cui io masticavo solo sistemi microsoft.
"Guarda e impara, pivello"
Aveva dita secche e lunghe, che muoveva sulla tastiera con un senso di repulsa, come fosse fatta di carne tritata e lei vegana, e un paio d'occhiali da professoressa di matematica sul naso.
Trattava a pesci in faccia gli utenti.

giovedì 12 aprile 2018

Divertitevi voi che potete

Non esattamente una passeggiata, il viaggio Torino-Modena in macchina, complicato dalle troppe scatole in vendita di Viking e Redbairon sui sedili, più che una gita un trasloco coatto, un matrimonio zingaro. All'ultimo minuto si unisce nell'abitacolo anche Christian Giove [Chrys] che sottrae ossigeno e cubatura sui sedili posteriori, tanto che discutiamo di:
1- non vendere più le scatole di Kingdom Death Monster nè Gloomhaven che cubano quanto Chrys
2- fare a pezzi Chrys con una mannaia
3- montare un portapacchi
4- prendere due macchine
5- fare a pezzi Chrys con una mannaia

mercoledì 4 aprile 2018

PLAY 2018 : non basta un grazie

"Scusa, tu sei Dado?"
Contrariamente ad altri colleghi blogger e vlogger io ho sempre un po' di difficoltà, agli eventi ludici, a gestire quel minimo di visibilità mi dà il blog fra i giocatori.
Le mie reazioni, se fermato per un saluto, variano fra la stretta di mano con frase di circostanza, alla volgarità inaudita e completamente gratuita che mi fa perdere al volo l'amicizia facebook, fino al saltellio da una gamba all'altra di chi ha preso due cappuccini prima di salire sul pullman. C'è chi sa gestire queste cose molto bene. TeoOh ad esempio. Io no. Io risulto ingessato, stronzo, sovrappensiero, assente, vagamente serial killer e probabilmente ubriaco.
"E Viking e Redbairon dove li hai lasciati, Dado?"
"Sono morti di cancrena"

Mi escono così.

martedì 27 marzo 2018

Il giuramento di Ippocrate

"Voglio un secondo parere" dissi.
Il fisiatra era della mutua, e non in senso dispregiativo. L'ambulatorio era costituito da una scrivania con un computer, un lettino e un grosso rotolo di scottex.
"Posso chiamarle un collega" mi rispose calmo "ma le confermerà la stessa cosa"
"Non intraprenderò una terapia così invasiva senza un secondo parere" dissi alzandomi.

Col fisiatra privato ci davamo del tu. Ci eravamo conosciuti a casa di amici, e dopo un cinese da asporto avevamo giocato insieme a Codenames [nella stessa squadra rossa].
"Non posso che confermare quanto detto dal collega, Andrea" mi disse spalancando le braccia.
Il suo ambulatorio sembrava la versione sceicco del Dubai dell'altro. Il lettino era robotizzato e color corallo. Lo scottex era setificato.
"Ci deve essere un'altra strada" dissi "Cure sperimentali, morfina, cellule staminali,..."
"No, Andrea. E' l'unica strada possibile. Devi rimettere in moto trapezio, spalla e braccio. Devi iscriverti a Pilates

venerdì 23 marzo 2018

[Pillola del giorno dopo] Autocad coi Fonzies

Ma che tastiera hai?!?
Me l’hanno prestata, la mia era rotta, ma non mi ci trovo. Che gioco è? 
The Game, ma versione per 2 giocatori. 
Premio Oscar all’originalità, chiamare un gioco The Game, come chiamare un piatto The Food. 
Eheheh, vero, però si fa giocare. 
Perché dici versione da 2? Ce n’è un’altra? 
Sì, ho pure l’altra 
E l’altra non si poteva giocare in 2? 
Sì, 2-5, ma l’altra è un cooperativo, in questa si gioca contro 
Ah. E quanto costa? 
10 
Onesto. E l’altra? 
10 anche l’altra. Lo proviamo? 
Dopo. Adesso per favore rimettimi dritto 'sto Autocad che sono 2 giorni che smadonno.
Dipende tutto dalla grappa che hai in casa. L’informatica è una scienza che si regge su delicati equilibri di alambicchi e barrique.

mercoledì 14 marzo 2018

Il mondo non è pronto

Torino era ancora lì, in piedi sotto la pioggia acida che le bruciava la pelle, molto più eroica di me che mi lamentavo di ogni singolo ago piantato in spalla, mentre lei affondava giorno dopo giorno nel guano di amministrazioni incompetenti e torinesi incoscienti.
I mezzi pubblici erano il termometro della città e della sua febbre. Per questo non li amavo. Li prendevo solo lo stretto necessario.
Presi l'11 per andare in centro a firmare certe pratiche dell'inps.
Il pullman era pieno. Il groviglio di corpi appiccicati e sudati mi ricordò il racconto di Clive Barker In collina le città dell'antologia Infernalia. Presto i corpi degli studenti fuori corso, dei pendolari, degli impiegati, degli immigrati, degli anziani, dei borseggiatori in incognito e dei palpatori di natiche a tradimento, nell'inesorabile frizione delle carni si sarebbero fusi fra loro, e poi insieme con le lamiere del pullman e della macchinetta obliteratrice, e il leviatano carnomeccanico si sarebbe sollevato su poderosi polpacci GoodYear, e avrebbe ruggito spalancando portiere irte di denti di smarphone e abbonamenti mensili, contro la giunta di Chiara Appendino.

martedì 20 febbraio 2018

Il blog Dado Critico si ferma per un po'


Pensavo che 15 giorni di riposo fossero sufficienti ma mi sbagliavo.
Ho ancora problemi a braccio e spalla, e la sera non riesco più a  scrivere, se non con grossissime difficoltà.
Probabilmente il problema è più complicato del previsto, se in un mese e mezzo di terapie, infiltrazioni e punture su collo, trapezio, spalla, avambraccio e mano, ho ancora tutte queste difficoltà.
Quindi come da titolo mi fermo.
Almeno per un po'.
Non ho una data precisa di ritorno, mi rimetterò a scrivere quando mi sarò completamente ripreso.
Nel frattempo vi abbraccio. Vi auguro buon gioco.
E grazie della compagnia.

Andrea