Ti pagano il caffè

No, non mi pagano il caffè.
Ma neanche i giochi?!?!?!?!
E' opinione diffusa che chi parla di giochi con un discreto seguito, abbia libero accesso a una libreria pressochè infinita di titoli aggratis, e che gli editori si spintonino per ottenerne i favori, che non si faccia a tempo a varcare i cancelli di PLAY per ritrovarsi la copia di un gioco infilata a tradimento nelle mutande.
Naturalmente le cose non stanno così.

E' indubbio che queste pagine vergate con molta passione e molta dedizione nelle ore della notte destinate al sonno, portino anche una certa dose di pubblicità e visibilità ai giochi, agli autori che li inventano e agli editori che li distribuiscono.
Ma non è un dare-avere, nè io lavoro su commissione.
Continuo a comprare giochi, più di quanti riesca effettivamente a giocarne e a farne stare sulla mia mensola, e a giocare i titoli dei miei soci che - vi assicuro - comprano con altrettanta facilità ed entusiasmo.
Mi capita di chiedere, senza accampare alcun che, la copia di un gioco ad un editore, e di sentirmi rispondere a volte "Va bene" e a volte "No, mi dispiace".
Mi capita anche che mi vengano proposti giochi che non mi interessano o lontani dai miei gusti: in questo caso educatamente ringrazio e rifiuto, anche solo per evitare serate terribili al gioco dell'oca e del papero ai miei soci.
Mi è capitato di ricevere la copia di un gioco e una bottiglia di birra, di aver provato il gioco e averlo restituito all'autore insieme alla birra [okay: la bottiglia era diversa], spiegandogli "Se ne parlo te lo massacro ed è il tuo primo gioco, e vorrei evitarlo" [non chiedetemi chi è tanto non ve lo dico].
E questo è quanto.
Ma non è sempre facile convincere gli scettici, quindi, nel caso aveste ulteriori dubbi vi invito davvero ad aprirvi anche voi un blog di giochi da tavolo [http://www.blogger.com è gratis] e provare a diventare ricchi e con la coda degli editori sotto casa. A volte una prova sul campo vale più di mille parole.

Un ringraziamento comunque a quegli editori e autori [non tutti] che mettono a disposizione i loro giochi, che accettano le critiche, che accettano di parlare di giochi in maniera non convenzionale e spesso molto colorita, e che non cercano di manipolare alcun che.
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Aggiornamento settembre 2016

Come potete leggere qui -> http://dadocritico.blogspot.it/2016/09/magic-merchant-sponsorizza-il-dado.html ho uno sponsor, che mi aiuta a contenere i costi dei giochi [e quindi, di fatto, sostiene il mio blog].
Lo sponsor in questione è lo Store online Magic Merchant.
Si tratta di un negozio che vende giochi, un negozio non diverso da quelli della mia città, solo che è online e non "fisico", e vende un po' di tutto, dalle carte di Magic alle bustine protettive, dai manuali dei giochi di ruolo ai giochi da tavolo.
Nei commenti del post Omar di Magic Merchant scrive:
"...uno sponsor faciliterà solo il lavoro a Dado che avrà più giochi e risorse a disposizione. Per il resto scriverà quello che vuole, noi siamo uno Store non un editore quindi può scrivere bene e male di qualsiasi gioco lui voglia".

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