martedì 7 ottobre 2014

I cultisti di Yggsmuhth


Non sono sicuro del mezzo che sto usando per questo messaggio. Sono molte le cose delle quali non sono più sicuro, a cominciare dalla mia sanità mentale. Comprendo la diffidenza di chi leggerà queste righe, se qualcuno le leggerà mai, perchè io per primo dubito di quello che ho visto e degli eventi di cui sono stato testimone.
Affido a questo computer che fatico a usare e a comprendere, l'unica speranza per la nostra umanità.

Nel 1962, in quanto brillante insegnante di ruolo al politecnico di Torino nel dipartimento di Ingegneria mineraria, e con una specializzazione sulla valutazione delle vulnerabilità dei terreni e delle acque sotterranee, fui mandato a Bristol per supervisionare il cedimento strutturale dell'ala ovest dell'ateneo di ****.

Al mio arrivo mi furono consegnate le chiavi di un appartamento attiguo all'ateneo, che avrei dovuto usare come alloggio e studiolo, e mi vennero  presentati gli altri due supervisori locali: David McGregor, geologo dalla cultura sconfinata e appassionato di antropologia, e Claude Van Zyl, giovane biologo del quale avevo letto controversi articoli sulle pubblicazioni di settore.
Le presentazioni furono molto veloci così come la preparazione degli strumenti di misurazione e delle borse di lavoro. Io stesso riempii la mia sacca con poche cose essenziali, come un blocco di carta, una lampada, una corda, dei vetrini, i pennellini e gli scalpellini, e le bolle per misurare le pendenze e le inclinazioni.
Entrammo nell'ateneo che era pomeriggio inoltrato, passando dalla navata centrale che era ancora aperta al pubblico, e percorremmo il lungo corridoio destro, ai lati del quale si affacciavano le aule e i laboratori tecnici. Notai subito le crepe sul pavimento e le piastrelle che sembrano sollevarsi come denti sotto i nostri piedi.
Dopo un po' di tempo giungemmo all'area interdetta al pubblico. Era sbarrata da due scaffali metallici fissati da due catene e da un comunicato che recava il calce il timbro del rettore, che vietata l'accesso a chiunque fino a data imprecisata.

Passammo sotto le catene e proseguimmo per il corridoio. Alzando gli occhi vidi che le crepe che attraversavano il pavimento, si arrampicavano come edera sulle pareti e risalivano fin sul soffitto a volta, disegnando oscure e inquietanti ragnatele.
Raccontare lo stato d'animo mio e dei colleghi, quando scendemmo le cinque rampe di scale che conducevano agli archivi, molti metri sotto terra, non è cosa facile.
L'aria era salmastra, fredda, marcescente, putrida. Nessuno di noi aveva mai sentito un odore simile. Ci ritrovammo al livello più basso e accendemmo le torce. David stava davanti, seguito da Claude e in ultimo da me.
Gli stretti e angusti corridoi che collegavano i diversi locali dell'archivio, avevano le pareti chiazzate a tratti da una strana muffa verde simile al muschio bagnato e alle alghe marine. Ne staccai un lembo e lo infilai in una provetta.
Districarsi nel labirinto fu complicato per via del buio e delle condizioni precarie del terreno. Finchè finalmente giungemmo al fondo dell'ala ovest.
Gocce d'acqua gocciolavano dal soffitto e sembravano sudare dalle pareti. Il pavimento era ricoperto da melme soffici di mille varietà diverse, in tutte le sfumature del verde sino al nero.
Il corridoio terminava con un muro. Dal muro fiorivano muffe spugnose e felci.
"Da dove arriva tutto questo?" chiese David accarezzando la vegetazione che sembrava crescere sul muro come una barba sul mento di un uomo.
"Arriva da dietro il muro" disse Claude appoggiando la sacca a terra ed estraendone un piccolo martello da lavoro.
Appoggiai la mano. Sentii chiaramente micropiantine e organismi vivi agitarsi sotto il mio palmo.
"Sembra acqua marina" dissi mentre Claude cominciava a staccare pezzi di muro col suo martello "Ma non si spiega a questa distanza".
Creammo un buco nel muro che ci potesse entrare un uomo a carponi, e uno alla volta ci infilammo. Al di là del muro si estendeva un altro corridoio, più basso, pendente che sembrava precipitare nelle viscere buie e impenetrabili della terra. Lo percorremmo con maggior difficoltà per via delle alghe marcescenti che si spappolavano sotto le nostre mani rendendo vano qualsiasi tentativo d'appiglio. Finchè io persi la presa e scivolai, travolgendo Claud e David.
Precipitammo giù per molti metri e quando ci rialzammo, eravamo nel luogo più antico e profondo dell'ateneo.
La stanza era grande, coperta in ogni angolo da piante acquatiche deformi e formazioni crostacee abominevoli. Molluschi rosa privi di guscio strisciavano sul soffitto lasciando colare al loro passaggio bave disgustose simili a colla liquida.
David illuminò con la torcia lo scaffale di libri proibiti che qualche pazzo o qualche eretico doveva aver nascosto e protetto. Le copertine dei libri, pur corrose dal sale, dall'umidità e dalle secrezioni di alcuni gasteropodi che si avvicendavano cadendo mollemente uno sull'altro, richiamavano tutte il nome di Yggsmuhth. Un libro in particolare, sembrava esser diventato tutt'uno con quella flora marina e submarina, tanto che dalla crosta pulsante si aprivano e chiudevano piccole valve molli.
Per estrarlo dal ripiano dovemmo usare uno scalpello, recidendo parte di quelle piante, che sembrarono ritirarsi con sofferenza.
Lo aprimmo e lo leggemmo.
Parlava di un culto molto antico e perverso, di una divinità chiamata Yggsmuhth, e degli uomini che la veneravano. Molte pagine erano dedicate alla raffigurazione della bestia.
Doveva essere gigantesca, più grande dei grandi cetacei dei mari con i quali sembrava comunque condividere alcuni caratteri. Aveva la testa grande come quella di un capodoglio, fornita però di due bocche simili a tasche, costellate di file di denti da squalo, attorno alle quali si allungavano ciglia e tentacoli filiformi. Gli occhi presentavano una doppia palpebra, peculiarità degli animali del deserto e degli ambienti sabbiosi.
Sull'addome stavano sei coppie di organi sessuali maschili e sei coppie femminili, e una serie di sacche ventrali probabilmente destinate ad ospitare i feti. Sul dorso, in prossimità della grande pinna caudale, si allungavano due ampie ali membranose simili a quelle dei pipistrelli, e altre due più piccole e rachitiche, inadatte al volo.
Non so come ma improvvisamente mi ridestai, riprendendomi da quel torpore distorto simile al sogno febbrile, riacquistai la mia lucidità. Indietreggiai, barcollai, quasi caddi. E seppi dell'insana bramosia che scatenava quel libro e il culto di Yggsmuhth.
Afferrai i miei soci dalle spalle e li strattonai cercando di strappar loro il libro dalle mani. David mi colpì al volto con un pugno, mentre Claude con gli occhi in preda alla follia si strinse il libro al petto, come avrebbe fatto una madre per proteggere il figlio. David si mise di mezzo fra me e il libro e sollevò il martello col quale aveva scavato il buco nel muro. Nei suoi occhi dardeggiava la pazzia.
Fuggii via, arrampicandomi con la corda e gli scalpelli per l'impervio e viscido pozzo. David e Claude rimasero là sotto.
Tornato in superficie e nel mio alloggio, lavorai tutta la notte su disegni e progetti.
Il giorno successivo riunii d'urgenza i vertici dell'ateneo, rettore e consiglio tutto, e presentai una piano di demolizione dell'ala ovest. Non raccontai naturalmente di ciò che stava nelle profondità nè dei due colleghi abbandonati al delirio. Spiegai che dovevamo separare l'ala ovest d'edificio e demolirla velocemente, per salvare il resto della struttura ed evitare il completo collasso.
Mi credettero. D'altra parte mi avevano chiamato apposta perchè dicessi loro quello che dovevano fare. Tutta l'ala ovest fu demolita. L'archivio e la voragine sotto di esso, furono seppelliti da tonnellate di macerie.

Col passare degli anni mi ero quasi convinto di avercela fatta, di aver sigillato quel libro infetto e tutto il male che si portava dietro nelle viscere della terra.
Finchè qualche settimana fa l'ho ritrovato. Ero a cena a casa di un amico, e il figlio maggiore mi stava mostrando la sua collezione di giochi da tavolo ben allineati sui ripiani della sua libreria.
"Mostragli Ancient Terrible Things" lo ha apostrofato il padre "Ultimamente giochi solo più a quello".
Gli occhi del ragazzo si sono spalancati, poi stretti e fessura e poi ancora spalancati, e io vi ho visto l'embrione di quell'insana follia che avevo scorto negli occhi di David.

Mi sono procurato una scatola di Ancient Terrible Things. Pur stilizzate le illustrazioni ripropongono le immagini del libro maledetto, la simbologia esoterica, la numerologia incomprensibile e più simile a una cabala dettata da un folle. Ma è studiando le meccaniche che ho compreso davvero le dimensioni dell'orrore.
Non si tratta di un gioco.
C'è un nuovo ordine di cultisti, un ordine tanto moderno quanto perverso negli intenti, che sta diffondendo il culto di Yggsmuhth. Si tratta sicuramente di cultisti molto eruditi e con una gran dimestichezza nei meccanismi della comunicazione e delle nuove tecnologie.
Essi hanno trasportato il libro e i rituali di preghiera a Yggsmuhth nelle meccaniche del gioco Ancient Terrible Things. Questo nuovo ordine di cultisti sta diffondendo nelle nostre case le spore del male e il Verbo di Yggsmuhth attraverso i nostri figli.
Gli innocenti sono convinti di giocare, ma in verità ogni loro gesto è manovrato secondo un preciso protocollo. La congiunzione della mani e i molti movimenti necessari per la manipolazione delle carte, il posizionamento sul tabellone delle pedine e di certi simboli rituali, l'uso di precise immagini icononografiche: nulla di tutto ciò è casuale. Il setup del gioco altro non è che il cerimoniale della preghiera, in cui il tabellone è altare e il giocatore inconsapevole cultista e adoratore di Yggsmuhth. Ogni partita avvicina l'uomo alla bestia attraverso le carte che vengono evocate con il rituale dei dadi e di un'antica numerologia pagana.
Le mani soprattutto, che toccano simboli, numeri, icone, rune.
E il gioco nella sua perversione è ben mascherato e gratifica il giocatore, che crede di collezionare oggetti e set di simboli con l'unico fine di guadagnare dei punti vittoria, e invece sta adorando la ripugnante creatura, la sta nutrendo con la sua fede.

Non so quanti crederanno a questo mio racconto, quanti scambieranno le mie parole per il delirio di un pazzo, ma devo provarci lo stesso, devo provare a fermare l'antico male che non sono riuscito a fermare quasi mezzo secolo fa.
Non so quanto tempo rimanga, ma sicuramente non molto. I nuovi cultisti stanno lavorando a una nuova espansione del gioco, un'espansione che promettono sarà "Proprio la fine del mondo"....

16 commenti:

  1. Da brividi...
    C'è uno stile che non ti si addice?
    Credo di no..

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  2. ......sto cercando di capire il nesso tra l'articolo ed il Baccalà con le patate che cuoce in forno e che sarà la cena di domani....il colore dei capperi e' inequivocabilmente identico a quello dei dadi di questo gioco.....forse stanotte la pietanza si risveglierà' e mi sbranerà......vendicandosi.....

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  3. Sembra molto più fico di Arkham Horror...

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    1. Beh, se vuoi un gioco più fico di AH prova Eldritch Horror, il redesign uscito qualche tempo fa. Più orientato alla storia e molto più inquietante di AH. :-)

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  4. Sempre bravissimo! Mitico Dado! :D

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  5. Mmmmmh sbaglio o ultimamente van di modo i giochi coi dadi? Da King of Tokyo in avanti, saranno usciti almeno una trentina di giochi di dadi ogni anno. Credo sia il caso di invocare Yog Sothoth e far divorare il pianeta prima che sia troppo tardi e creino l'ultimo dei clichè: un gioco di zombi che commerciano seta nel mediterraneo che usa deck building con lancio di dadi alla Yathzee, è semicooperativo con traditore ed è finanziato su Kickstarter.

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  6. Ogni volta che mi collego al tuo blog non so mai cosa ci trovero'.
    Mi stupisci ogni volta.
    Grazie :-)
    M.

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  7. Fino ad "ingegnere minerario" ci potevo credere, nonostante corresse l'anno 1962, con conseguente problema di congruenza di età, ma appena ho letto: [mi] arrampicai con la corda" allora compresi l'inganno!
    Complimenti al poliedrico Dado!

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  8. scusa anonimo se ti quoto in toto:

    Ogni volta che mi collego al tuo blog non so mai cosa ci troverò.
    Mi stupisci ogni volta.
    Grazie :-)
    M.

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  9. Grazie1000 brutta gente.
    :)
    Andrea

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  10. Epico! Articolo spettacolare!

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  11. Grande. Corpulento. Bavoso.
    E il gioco com'è? Eh eh :p
    Le case della follia lo avete provato?

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  12. Devastante Dado, ma veramente !!
    Non so se sei più posseduto da Yggsmuhth o dai peperoncini .... anzi no... tu sei posseduto dalla passione del gdt, sei un vero cultista molto molto pericoloso...
    Stasera porterò la mia copia di ancient terrible things in cantina, così magari crescerà della muffa su quella del vicino che mi sta sugli zebedei....

    redBairon

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  13. "Il Post insuperabile è insuperabile... ma la risposta naturale al fatto di riuscire o meno a tenere il confronto con noi stessi è SI! Ce la fai SICURO!"
    Ricordi a settembre?
    Ai tempi eri stato riposseduto dal maestro Trinacrio.... ora sveli il demone che ti abita dentro la barba...
    che dire... "il miglior post di Dado è quello che deve ancora scrivere".

    Che talento!

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